insolita protesta davanti alla Procura
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GUARDA IL SERVIZIO VIDEO. Si è incatenata davanti alla Procura di Udine, tenendo in mano un cartello con scritto ‘lo spray non è un’arma’. Protagonista è stata la giornalista Irene Giurovich, finita nel registro degli indagati, assieme ad altre 9 persone, per il reato di detenzione abusiva di armi.
Al centro della vicenda, le indagini su uno spray al peperoncino messo in vendita su Internet e nei negozi che, secondo la Procura udinese, non risponderebbe ai requisiti per la libera vendita. In particolare, la miscela contenuta nella bomboletta acquistata sulla Rete dalla giornalista per difesa personale sarebbe infiammabile. Per questo, dicono gli inquirenti, il dispositivo deve essere considerato arma da sparo. Da qui l’iscrizione nel registro degli indagati. La donna chiede che il suo caso venga archiviato.
Nei giorni scorsi, la Procura di Udine ha notificato ai legali delle persone coinvolte la chiusura delle indagini e il difensore della giornalista, l’avvocato Andrea Castiglione, ha depositato una memoria con cui chiede l’archiviazione del caso, dal momento che la sua assistita ha comperato lo spray in buona fede.
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