Inquinamento idrico, via libera a norme più rigide per tutelare le acque europee
Dal Parlamento europeo semaforo verde alle nuove misure normative finalizzate a contenere l’inquinamento delle acque superficiali e sotterranee e migliorare gli standard di qualità idrici dell’Ue.
Nuove sostanze da monitorare
Il via libera, nello specifico, ha sbloccato l’aggiornamento degli elenchi di sostanze inquinanti che dovranno essere monitorate e tenute sotto controllo: alla lista sono stati aggiunti Pfas (sostanze per e polifluoroalchiliche, note anche come forever chemicals, componenti chimici che difficilmente si degradano nel tempo), medicinali (ad esempio gli antidolorifici), prodotti industriali e pesticidi. E gli inquinanti già messi all’indice? Chiaramente non saranno messi da parte, anzi: saranno soggetti a un monitoraggio ancora più stringente.
Le nuove misure accendono poi i riflettori anche su sostanze che, negli ultimi tempi, hanno sollevato non poche preoccupazioni: il riferimento più immediato è, chiaramente, a microplastiche e indicatori di resistenza agli antimicrobici.
In base alle regole della seconda lettura, il Presidente ha annunciato in plenaria che la legge è stata ufficialmente adottata, a seguito dell’allineamento raggiunto lo scorso anno tra i co-legislatori e il testo già licenziato dal Consiglio europeo.
La genealogia della legge
In linea con l’ambizioso obiettivo dell’inquinamento zero al centro del Green deal europeo, la Commissione Ue – nell’ottobre 2022 – ha avanzato la proposta di rivedere le liste di inquinanti da monitorare nelle acque superficiali e sotterranee per la salvaguardia dei cosiddetti «corpi idrici d’acqua dolce», quindi fiumi, laghi, stagni, ghiacciai e falde acquifere.
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