inizia la corsa contro il tempo per salvare i fondi PNRR
Una nave, un tram e un obiettivo da centrare. Nel tardo pomeriggio di oggi, martedì 3 marzo, il porto di Civitavecchia si prepara ad accogliere un ospite speciale: il primo Urbos, il nuovo tram di ultima generazione costruito dalla spagnola CAF, destinato a cambiare il volto della mobilità su rotaia di ATAC e, più in generale, di Roma Capitale.
È l’alba di una fase cruciale: dopo mesi di attesa tra gare, dogane e procedure burocratiche, il primo dei 121 nuovi convogli acquistati dal Comune di Roma ha arriverà ufficialmente sulle coste laziali.
L’appuntamento è fissato per le 19:00, quando il tram solleverà l’attenzione di tecnici, amministratori e curiosi, pronti a immortalare uno scatto simbolico di questa nuova era.
Ma non si tratta di una semplice cerimonia. Da domani, infatti, il convoglio – lungo oltre 33 metri – sarà caricato su un trasporto eccezionale per raggiungere Roma nelle ore notturne, così da evitare impatti sul traffico e accelerare i tempi di entrata in servizio.
Il viaggio, quasi rituale, segna l’inizio di una sfida contro il tempo che riguarda la tenuta dei fondi europei e la credibilità dell’intero piano di modernizzazione.
PNRR sotto la lente: la corsa ai dieci tram entro giugno
La posta in gioco è alta. Per non rischiare di perdere i circa 120 milioni di euro stanziati dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza per la tranvia TVA (Termini–Vaticano–Aurelio), il Campidoglio ha dovuto ricalibrare gli obiettivi concordati con Bruxelles.
La nuova scadenza impone la consegna di almeno dieci tram Urbos entro il 30 giugno 2026.
Tradotto, significa che nei prossimi tre mesi dovranno arrivare in media tre convogli al mese: una tabella di marcia che, se rispettata, non solo salverebbe i fondi ma rilancerebbe la visione di una mobilità su rotaia finalmente moderna e sostenibile.
Urbos: caratteristiche e innovazioni
Questi mezzi rappresentano molto più di un semplice rinnovo dei veicoli: sono un simbolo di tecnologia e futuro per la città eterna.
Autonomia elettrica senza cavi
Grazie alle batterie integrate, gli Urbos potranno percorrere tratti anche nei centri storici o lungo la futura TVA senza l’ingombro di pali e fili aerei, tutelando il paesaggio urbano.
Capacità e comfort
Con i loro 33,5 metri di lunghezza, possono trasportare fino a 215 passeggeri (tra cui 68 seduti e postazioni dedicate a persone con disabilità), offrendo spazi più confortevoli e accessibili rispetto ai modelli attuali.
Agilità nel tessuto urbano
Il carrello anteriore flottante è stato progettato per affrontare le curve strette tipiche delle strade romane, un requisito essenziale per muoversi agilmente tra i Fori e le grandi piazze.
Bidirezionalità
La capacità di muoversi in entrambe le direzioni elimina la necessità di complessi anelli di ritorno ai capolinea, semplificando la gestione delle linee e aumentando la flessibilità operativa.
Addio ai tram “storici”
L’ingresso degli Urbos permetterà la graduale dismissione dei mezzi più anziani della flotta — come i tram Stanga e Socimi — che, pur avendo un valore storico, sono ormai lontani dagli standard moderni di accessibilità, efficienza e comfort.
Inizialmente i nuovi tram saranno impiegati sulla Togliatti, la futura grande tranvia di Roma, per poi essere progressivamente distribuiti sulle linee che beneficeranno dei nuovi binari in costruzione.
Una fase operativa che cambia il volto della città
Con lo sbarco odierno del primo Urbos e l’arrivo programmato dei nuovi treni Hitachi per la Metro B previsto ad aprile, quella che la giunta guidata dal sindaco Roberto Gualtieri chiama la “cura del ferro” entra ufficialmente nella fase operativa.
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