infortuni in aumento del 17,5% – Forlì24ore.it

I dati dei primi mesi del 2026 peggiorano un 2025 già drammatico. La Cgil: «Servono più controlli, prevenzione e lavoro stabile»
I primi dati del 2026 confermano una tendenza preoccupante per la sicurezza sul lavoro nel territorio di Forlì-Cesena. Secondo le elaborazioni della Cgil su dati Inail aggiornati a gennaio, nella provincia si registrano 590 denunce di infortunio, contro le 502 dello stesso periodo del 2025: un aumento del 17,5%, molto più alto rispetto alla media regionale che segna un +6,9%.
Il quadro arriva dopo un 2025 già particolarmente negativo. Nell’intero anno, infatti, nel territorio provinciale si sono registrati 17 morti sul lavoro, con un incremento del 112,5% rispetto all’anno precedente, e 7.236 denunce di infortunio complessive, pari a un aumento del 6,1%.
«Il 2025 si era chiuso con Forlì-Cesena tra le province con i dati più critici sugli infortuni e il 2026 purtroppo è iniziato nel peggiore dei modi», commenta Maria Giorgini, segretaria generale della Cgil di Forlì-Cesena. «Dietro questi numeri ci sono lavoratrici e lavoratori che ogni giorno rischiano la propria salute».
Gli infortuni riguardano soprattutto lavoratori tra i 41 e i 65 anni e si concentrano principalmente nei settori dell’industria e dei servizi, con una presenza significativa anche nella sanità e assistenza sociale, nel commercio, nel trasporto e nella logistica e nelle costruzioni.
Accanto agli incidenti sul lavoro restano rilevanti anche le malattie professionali. Nel 2026 sono state registrate 116 denunce nella provincia di Forlì-Cesena, mentre cresce anche il numero dei lavoratori coinvolti, passati da 70 a 77. Le patologie più diffuse sono quelle osteomuscolari e del tessuto connettivo, spesso legate a movimenti ripetitivi e alla movimentazione manuale dei carichi.
Il tema della sicurezza sul lavoro è anche legato alla memoria di una delle più gravi tragedie del territorio. Il 13 marzo 1987, nel porto di Ravenna, l’esplosione della nave Elisabetta Montanari della MecNavi causò la morte di 13 operai, cinque dei quali originari di Bertinoro. Domenica 15 marzo la comunità bertinorese ricorderà quelle vittime.
Nel 2024 è stato attivato il tavolo provinciale sulla salute e sicurezza sul lavoro, che ha rafforzato il coordinamento tra istituzioni, parti sociali e organismi di controllo, definendo anche procedure univoche per le segnalazioni. Il lavoro prosegue con la collaborazione di Inail, del Comitato provinciale di coordinamento e di un gruppo interforze impegnato nei controlli sui luoghi di lavoro.
Parallelamente, nell’anno scolastico 2025-2026 è stato avviato anche un percorso di formazione sulla sicurezza nelle scuole secondarie del territorio, realizzato congiuntamente da istituzioni e organizzazioni sindacali.
«Sono passi importanti – conclude Giorgini – ma dobbiamo fare di più: rafforzare i controlli, investire sulla prevenzione e sulla formazione e intervenire con maggiore decisione nelle filiere degli appalti e dei subappalti».
«Accanto a questo serve anche un cambiamento più profondo delle politiche sul lavoro: occorre ribaltare l’impianto legislativo che regola oggi il mercato del lavoro, per rendere il lavoro stabile e sicuro e permettere alle persone di essere libere e non ricattabili, anche quando segnalano rischi e irregolarità nei luoghi di lavoro».
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