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Informazione Campania – MAIORI – PRECISAZIONI DEL COMITATO TUTELIAMO LA COSTIERA AMALFITANA SUL RIGETTO DEL REFERENDUM

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Prendiamo atto della dichiarazione di non ammissibilità resa dalla Commissione referendaria del Comune di Maiori sul referendum abrogativo relativo a tunnel e depuratore. Proprio perché si tratta di una decisione che incide su un diritto di partecipazione previsto dagli strumenti comunali, chiediamo fin da subito che siano pubblicati integralmente: verbali, motivazione, atti richiamati e istruttoria tecnica e finanziaria.

La pronuncia riguarda l’ammissibilità dello strumento referendario, non stabilisce che tunnel e depuratore siano “giusti” o “sbagliati”, né risolve le questioni ambientali, urbanistiche e di sicurezza che da anni, come Comitato Tuteliamo la Costiera Amalfitana, poniamo all’attenzione della comunità e degli enti competenti.
C’è da chiarire inoltre che la richiesta di referendum risulta presentata nell’agosto 2024; da allora il procedimento ha attraversato un contenzioso e una sequenza di atti che hanno portato all’insediamento della Commissione solo nel dicembre 2025, con rilievi giudiziari sulle criticità procedurali e sulle competenze. Se oggi si sostiene che il referendum sarebbe “tardivo”, è indispensabile spiegare in modo analitico quali passaggi procedurali avrebbero reso impossibile ogni effetto utile e, soprattutto, perché ciò non sia dipeso anche, ma diciamolo, e soprattutto da scelte e tempi dell’amministrazione.
Inoltre,se l’inammissibilità si fonda sulla mancanza di un regolamento comunale vigente, la comunità, tanto invocata dal sindaco, ha diritto di sapere:
• perché tale regolamento, comunque preesistente, non sia stato adeguato in 10 anni di amministrazione Capone;
• quali norme statutarie renderebbero impraticabile ogni procedura in assenza di regolamento, visto che in tal caso subentra e vige lo Statuto;
• quali misure l’Ente abbia messo in campo per garantire comunque effettività e certezza procedurale.
Anche il richiamo ai principi di finanza pubblica e all’equilibrio di bilancio è serio e vincolante. Proprio per questo non può restare una formula astratta: va dimostrato con atti, relazioni e quantificazioni.
Chiediamo che siano resi pubblici: i pareri del responsabile finanziario e dei revisori (ove fossero stati acquisiti per dare fondatezza alla tesi), le stime delle eventuali penali/indennizzi, il nesso giuridico che renderebbe tali costi certamente imputabili al bilancio comunale. Senza questi elementi, l’argomento “dissesto finanziario” resta, per lo meno, non verificabile; detto in vernacolo: “chiacchiere vacant’”.
Nelle dichiarazioni del Sindaco si afferma che, per la galleria, l’iter sarebbe ancora in fase “embrionale”. Tuttavia, dagli atti ricostruiti emerge un avanzamento significativo (bando in appalto integrato nel 2022 e avvio del procedimento espropriativo nel dicembre 2025).
Opera “embrionale” o iter già consolidato? Se l’opera è “embrionale”, è doveroso spiegare perché si parli, al contempo, di irreversibilità e di costi tali da mettere a rischio l’equilibrio dell’ente. Se invece l’iter è avanzato, la priorità diventa garantire massima trasparenza e partecipazione informata.Tra Sindaco e Commissione auspichiamo un chiarimento e… un ri-allineamento di pareri!!!
Infine, rispediamo al mittente, almeno per conto del nostro Comitato, l’idea che la partecipazione civica sia “dissenso di pancia” o manovra elettorale: la richiesta di referendum e le iniziative civiche sono state ricondotte in più sedi alla loro piena legittimità e dignità democratica.
Chi ha tradito le fondamenta del confronto democratico è stato il Sindaco e la sua maggioranza in Consiglio comunale, con la delibera 37 del 26.09.2024 dichiarata illegittima con sentenza passata in giudicato.


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