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Informazione Campania – ISCHIA – GIORNATA MONDIALE DELLA SINDROME DI DOWN: LA STORIA DEL PICCOLO DAVIDE

GIORNATA MONDIALE DELLA SINDROME DI DOWN: DA ISCHIA LA STORIA DEL PICCOLO DAVIDE

di Gennaro Savio
Il 21 marzo di ogni anno si celebra la Giornata Mondiale della Sindrome di Down. In questa giornata celebrativa riconosciuta dalle Nazioni Unite per sensibilizzare tutti a superare i pregiudizi e a valorizzare le potenzialità delle persone con sindrome di Down, vi raccontiamo la storia del piccolo Davide, brillante e dolcissimo bambino ischitano di tre anni che al contrario di quanto semmai si possa immaginare, ha portato in famiglia tanta gioia, spensieratezza e, soprattutto, una straordinaria dose di umanità.

“La gravidanza – ha raccontato Daniela – è stata una sorpresa. Non mi aspettavo di avere una terza gravidanza, ma è stata la conclusione più bella della mia vita. Abbiamo affrontato tante tempeste. Infatti durante la gravidanza Davide è nato prematuro e subito dopo il parto non l’ho sentito piangere ed ho pensato al peggio. Il piccolo fu immediatamente monitorato e portato in terapia intensiva. I dottori ci dissero che dovevano parlare con noi genitori e in quel momento abbiamo pensato che il piccolo non ce l’avesse fatta. Quando i dottori si avvicinarono e ci dissero di sospettare che il bimbo avesse la sindrome di down, io risposi: ‘Dottore, e qual è il problema? Mio figlio è vivo? E questo è l’importante’. Eravamo felicissimi!!! Il messaggio che vogliamo lanciare attraverso il racconto della storia di Davide è quello di dare tanta forza e coraggio alle tante persone che hanno paura di affrontare la vita assieme ad un bimbo con questa sindrome. Alcune mamme sospendono la gravidanza, altri bambini vengono lasciati in ospedale. Ecco, io vorrei aiutare chi ha paura di affrontare la vita con i bimbi speciali. Davide è musica, Davide è poesia. Davide ci ha aperto un mondo, un mondo bello che non conoscevamo. Nella nostra vita con lui è arrivata una benedizione. Davide ha completato la nostra famiglia, forse aspettavamo proprio lui per unirci ancora di più. Davide è un uragano di gioia, ci sentiamo dei genitori fortunati perché nella nostra vita è entrata una luce.
Ringraziamo tutti i professionisti sanitari che lo seguono e grazie ai quali Davide ha raggiunto grandi risultati. Così come ringrazio l’ambiente dell’asilo San Vito di Forio perché non abbiamo trovato solo delle splendide maestre, ma abbiamo trovato soprattutto una famiglia nella quale Davide si trova a suo agio.”
Daniela, scoperta l’inattesa gravidanza, decise di portarla avanti nonostante costretta ad interrompere l’assunzione di medicine con cui da anni cura l’artrite reumatoide e la fibromialgia di cui è affetta.
“Appena saputo che dentro di me viveva un cuoricino – ha affermato mamma Daniela -, i medici mi dissero che per portare avanti la gravidanza avrei dovuto sospendere subito i farmaci che prendevo per curare le mie malattie. Non ci pensai due volte su e sospesi immediatamente l’assunzione dei medicinali. Il mio ginecologo come prassi mi chiese se volevo fare esami particolari per vedere se il bimbo avesse qualche malattia. Ma io e mio marito abbiamo voluto fare soltanto gli esami principali come facemmo per gli altri due figli. Risposi che se avessi saputo che era un bimbo speciale comunque sarei andata avanti con la gravidanza e dissi che nulla ci avrebbe spaventato essendo che io e mio marito abbiamo problematiche di salute molto importanti. Infatti io sono affetta da artrite reumatoide e fibromialgia, e mio marito da sclerosi multipla.”
Impegnato da sempre anche a modellare la ceramica col maestro Gaetano De Nigris, un ottimo esercizio per la manualità dei bimbi, per lo sviluppo psicomotorio dei bambini come Davide è importantissimo iniziare sin da piccolissimi percorsi riabilitativi, come sottolinea la logopedista Rossella Arcamone.
“I bimbi con sindrome di down – ha affermato la dott.ssa Arcamone – presentano un quadro sintomatologico complesso all’interno del quale rientra un ritardo dello sviluppo psicomotorio globale. Motivo per il quale risulta fondamentale iniziare, sin da subito, terapie logopediche, fisioterapiche e psicomotorie.”
Ma oltre ai percorsi riabilitativi, per i bambini con sindrome di down è fondamentale la piena partecipazione alla vita sociale a partire sin dagli anni della scuola dell’infanzia dove diventano una grande risorsa sia per gli insegnanti che per i loro compagni di banco, proprio com’è successo con Davide le cui maestre, Filomena Russo, Carla Lauro e Concetta Calise sono entusiaste di averlo in classe con loro.
“Quando ho conosciuto Daniela – ha dichiarato la maestra Filomena Russo – era molto preoccupata per come Davide potesse inserirsi all’interno del contesto scuola che chiaramente è diverso da quello della famiglia. Lui si è integrato da subito e infatti io lo chiamo il mio crocché. Ma anche il rapporto con gli altri bambini e, soprattutto, lui è stato un valore aggiunto per i bambini e per gli adulti.” Sulla stessa lunghezza d’onda la Maestra Carla Lauro che ha aggiunto: “I bambini lo hanno accolto come un bimbo con cui giocare. Un bambino con le sue capacità e le sue caratteristiche.” La Maestra Concetta Calise ci ha narrato i progressi che Davide ha fatto da quando frequenta l’asilo. “Rispetto a quando è entrato, Davide, che era molto chiuso e riservato e cercava solo l’adulto di riferimento, oggi possiamo dire che si è integrato con i compagni. I compagni per lui sono risorsa e lui è risorsa per i compagni.”
Sulla stessa lunghezza d’onda delle maestre, anche i genitori dei compagni di classe di Davide.
“Davide ha un sorriso travolgente – ha affermato una mamma – e una personalità incredibile. I bambini lo adorano e fanno a gara per stare con lui. Farebbero qualsiasi cosa per non farlo agitare, per farlo stare sereno. Si tolgono i giochi per farlo stare tranquillo. Lo vogliono bene. Lui quando arriva è il sole, ti fa sorridere, è bellissimo.”
La Dirigente scolastica dell’Istituto comprensivo Forio 1, Prof.ssa Carmela De Vita, ci ha parlato dell’importanza di avere scuole sempre più inclusive per i ragazzi speciali.
“E’ importante avere scuole inclusive – ha affermato la Dirigente De Vita – per due motivi. Uno è un motivo tecnico perché l’insegnante quando ha dei bambini speciali in classe, ha bisogno di strutturare la lezione e di semplificarla. Da questo ne traggono vantaggio anche gli altri studenti proprio perché la lezione è semplificata. Invece dal punto di vista emotivo ed affettivo, sviluppa negli altri bambini la capacità di esprimere le proprie sensazioni verso il bambino speciale perché sono portati ad aiutarlo nelle proprie attività quotidiane e nello studio.”
Nella giornata mondiale della sindrome di down la storia del piccolo Davide ci insegna che dobbiamo imparare a mettere da parte i pregiudizi e a guardarci tutti con la sensibilità degli occhi del cuore. Perché il cuore non vede diversità, ma solo tanta, tanta umanità…


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