Umbria

Influenza, l’Umbria tra le poche regioni sotto la media nazionale


Umbria sotto la media nazionale per l’influenza: il virus ha colpito finora 10,5 milioni di italiani, con una riduzione dell’indice di incidenza da 11,3 a 10,1 casi ogni 1.000 assistiti nella quinta settimana del 2026. La regione registra un indice di 9,1, inferiore alla media nazionale, che colloca l’Umbria tra le aree con diffusione moderata della malattia.

La stagione influenzale, iniziata nell’autunno 2025, continuerà presumibilmente fino a maggio, con una stima complessiva di circa 16 milioni di contagiati, tra cui quasi 2 milioni di bambini fino ai 14 anni. Tra le regioni italiane, la Puglia rimane la più colpita con 15,6 casi ogni 1.000 assistiti, mentre Molise (6,2) e Liguria (6,7) registrano i valori più bassi. La Campania e la Basilicata mostrano un calo significativo rispetto alle settimane precedenti, uscendo dalla fascia di intensità molto alta.

Secondo gli esperti, le strategie di prevenzione restano fondamentali. Oltre alla vaccinazione stagionale, è importante sostenere il sistema immunitario attraverso alimentazione mirata e, dove necessario, integrazione probiotica. Camilla Pizzoni, direttore generale di Pool Pharma, sottolinea l’importanza del microbiota intestinale per il sostegno immunitario: «Il microbiota è un “organo” delicato che va nutrito con una dieta consapevole. Cereali integrali, legumi, pesce, frutta secca e alimenti fermentati come yogurt e kefir favoriscono l’equilibrio intestinale».

Gli esperti ricordano inoltre che la trasmissione del virus avviene prevalentemente per via aerea in luoghi affollati, ma anche il contatto con superfici contaminate può veicolare l’infezione. Le pratiche di prevenzione includono lavaggio frequente delle mani, evitare luoghi affollati nei periodi di picco, non toccarsi occhi, naso e bocca e mantenere uno stile di vita che supporti le difese naturali dell’organismo.

In Umbria, le indicazioni degli specialisti suggeriscono di seguire le raccomandazioni nazionali e di mantenere comportamenti prudenti, soprattutto nei confronti dei bambini e degli anziani, più vulnerabili alle complicanze dell’influenza. L’attenzione alla prevenzione rimane lo strumento principale per contenere la diffusione del virus nella regione.

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