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Influente e “argine” del presidente: chi è Susie Wiles, capo staff di Trump con un tumore al seno

La capo dello staff della Casa Bianca, Susie Wiles, una delle figure più influenti dell’amministrazione del presidente Donald Trump, ha annunciato di aver ricevuto una diagnosi di tumore al seno in fase iniziale. La notizia è stata resa pubblica dallo stesso presidente attraverso un messaggio su Truth Social, nel quale ha sottolineato la forza della sua collaboratrice e la decisione di continuare a lavorare durante le cure.

Secondo quanto riportato dalla stampa statunitense, la prognosi è positiva e il tumore è stato individuato precocemente, circostanza che ha permesso di avviare subito il trattamento senza interrompere l’attività alla Casa Bianca.

Figura chiave del secondo mandato di Trump, Wiles — prima donna a ricoprire il ruolo di capo dello staff presidenziale — è considerata una delle principali artefici del ritorno politico del tycoon nel 2024 e uno degli elementi di maggiore stabilità dell’attuale amministrazione.

Diagnosi precoce e scelta di restare al lavoro

Il presidente ha definito Wiles “una persona straordinaria e una delle più forti che conosca”, spiegando che la collaboratrice ha deciso di affrontare immediatamente la malattia e di proseguire il proprio incarico quasi a tempo pieno alla Casa Bianca durante il trattamento.

La stessa Wiles, 68 anni, ha confermato che il tumore è stato individuato in fase iniziale e che continuerà a svolgere le sue funzioni, ringraziando il team medico e sottolineando di voler restare al fianco del presidente in una fase politicamente delicata per l’amministrazione.

Secondo fonti della stampa americana, la decisione di non sospendere il lavoro riflette il ruolo centrale che la capo dello staff ricopre nella gestione quotidiana della Casa Bianca e nella preparazione delle prossime scadenze politiche, tra cui le elezioni di medio termine.

La stratega dietro il secondo mandato Trump

Nata nel 1957, consulente politica di lungo corso nel Partito Repubblicano, Wiles ha lavorato in numerose campagne elettorali prima di diventare una delle più strette collaboratrici di Trump. È stata tra le principali organizzatrici della campagna presidenziale del 2024 e nel gennaio 2025 è stata nominata capo dello staff.

All’interno dell’attuale amministrazione è considerata la figura che ha imposto maggiore disciplina rispetto al primo mandato di Trump, contribuendo a limitare conflitti interni e a rafforzare la struttura decisionale della Casa Bianca. Wiles è nota all’interno dello staff come una persona attenta e con pochi nemici interni. Ha gestito crisi interne in maniera efficiente, ma senza cercare di limitare gli impulsi del presidente, che l’ha spesso definita come “la donna più potente del mondo”, in grado di gestire dossier complessi con una sola telefonata.

Reazioni politiche e messaggi di sostegno

Dopo l’annuncio, numerosi esponenti politici e collaboratori della Casa Bianca hanno espresso sostegno alla capo dello staff, mentre il presidente ha ribadito la sua fiducia nella piena guarigione.

Il vicepresidente JD Vance ha dichiarato in un messaggio a X che la sua famiglia “prega per la nostra cara amica mentre affronta la sua prossima battaglia!”. Il vice capo di gabinetto della Casa Bianca, James Blair, ha elogiato Wiles in un post su X , affermando: “Vincerà questa battaglia con grazia”. La portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, ha dichiarato in un post che Wiles “incarna ciò che significa essere un leader forte” ed è “una delle persone più gentili che abbia mai incontrato”.

Trump ha definito la diagnosi “una difficoltà affrontabile” e ha lodato l’impegno di Wiles nel continuare a servire il Paese nonostante le cure, affermando che la sua determinazione “dice tutto su chi è e su quanto sia dedicata al popolo americano”.

La vicenda arriva in un momento complesso per la politica statunitense, con l’amministrazione impegnata su diversi fronti interni e internazionali, fattore che rende ancora più rilevante la presenza della capo dello staff nella gestione dell’agenda presidenziale.


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