Inflazione 2026, spese famiglie raddoppiano

Settecento euro in più all’anno di spese per gli aretini. Generi alimentari, mezzi pubblici, affitti saranno soltanto alcune delle voci che, nel 2026, faranno letteralmente lievitare il conto delle uscite.
Secondo le stime dell’Osservatorio Nazionale Federconsumatori (Onf), il prossimo anno vedrà una nuova crescita dei prezzi su numerose voci di spesa essenziali, che non sarà compensata dalle riduzioni previste sulle tariffe di luce e gas. A livello nazionale l’aumento medio stimato è pari a +672,60 euro annui a famiglia, ma in Toscana la situazione appare ancora più critica, con rincari che superano i 700 euro nella maggior parte delle province.
Il quadro regionale
Nel dettaglio, le previsioni di aumento della spesa annua per le famiglie toscane evidenziano forti differenze territoriali:
– Firenze e provincia: +778 euro annui (dato più alto in Toscana)
– Lucca e provincia: +740 euro
– Siena: +730 euro
– Pisa: +710 euro
– Livorno e Arezzo: +700 euro
– Prato: +690 euro
– Massa Carrara: +680 euro
– Pistoia e Grosseto: +670 euro
I rincari previsti
Le voci di spesa che incidono maggiormente sull’aumento del costo della vita sono:
Alimentazione – Il comparto alimentare è tra i più colpiti. A livello nazionale si stima un aumento medio di +386 euro annui a famiglia, ma in Toscana l’incremento risulta più elevato, con rincari regionali stimati tra il +4% e il +6%, e picchi maggiori nelle aree turistiche e costiere. Province come Livorno e Grosseto risentono maggiormente della stagionalità turistica e dei costi di trasporto, mentre le aree più agricole (Arezzo, Siena, Massa Carrara) registrano aumenti leggermente più contenuti ma comunque rilevanti, a causa dell’aumento dei costi di produzione e della logistica.
Trasporti – I costi legati ai trasporti aumenteranno in media di +163,90 euro annui a famiglia. Le province interne, dove l’uso dell’auto privata è spesso indispensabile, risultano le più penalizzate, con rincari stimati tra il +5% e il +7% per carburanti e mobilità privata. Nelle aree urbane costiere, come Pisa e Livorno, si prevedono aumenti del +3-4% anche per il trasporto pubblico.
In crescita anche: assicurazioni auto (+139,60 euro); ristorazione (+120 euro); prodotti e servizi per la casa (+70 euro); spese sanitarie, scolastiche e comunicazioni, tutte in costante aumento. Le riduzioni previste sulle bollette di luce e gas (-332,60 euro annui) risultano del tutto insufficienti a compensare l’aumento generalizzato delle altre spese.
Trasporti e logistica – Particolarmente critico l’effetto dell’aumento delle accise sul gasolio, che colpisce la logistica e il trasporto su gomma, fondamentali per l’approvvigionamento delle attività commerciali. Se i mezzi pesanti possono accedere a meccanismi di rimborso, restano escluse le piccole flotte e i veicoli utilizzati per le consegne urbane e dell’ultimo miglio, con ricadute dirette sui prezzi finali per i cittadini.
Casa: affitti e compravendite in aumento – Nel 2026, soprattutto nei grandi centri urbani, si prevedono: aumenti medi dei canoni di locazione del +5%; fino a +600 euro annui per un bilocale in zona centrale; tra +200 e +400 euro annui per un monolocale in periferia. Anche il mercato delle compravendite resta in tensione, con prezzi in crescita di circa +4%, e aumenti superiori nelle zone centrali e turistiche.
Negli ultimi cinque anni, il potere d’acquisto delle famiglie toscane si è ridotto di oltre 5.538 euro, con un aumento delle rinunce anche su beni essenziali come alimentazione, salute ed energia, ampliando ulteriormente le disuguaglianze sociali.
“I rincari previsti per il 2026 rappresentano una vera e propria stangata per le famiglie toscane – dichiara Laura Grandi, presidente di Federconsumatori Toscana – che si troveranno a fare i conti con un aggravio medio di oltre 700 euro annui. Nonostante il calo delle bollette energetiche, i costi dei beni essenziali continuano ad aumentare, colpendo in modo particolare le fasce più fragili. È urgente un intervento del Governo con misure concrete: una riforma fiscale equa, la rimodulazione dell’IVA sui beni di largo consumo, fondi contro la povertà energetica e alimentare e maggiori risorse per sanità e diritto allo studio. Misure necessarie e urgenti che, a oggi, restano assenti. Vivere nelle nostre città sta diventando impossibile e non si aiutano i cittadini a farlo”.
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