Friuli Venezia Giulia

Infermieri, turni da 12 ore criticati


“Cifre insufficienti”, “turni da 12 ore”, “sostituzioni nei weekend liberi”. La Cgil di Udine si scaglia, contando le criticità, contro il piano attuativo di Asufc per il 2026: “Senza un serio investimento sulle risorse umane i target previsti rischiano di rimanere lettera morta”, si legge in un comunicato.

Quali sono i problemi

“Segnaliamo da anni condizioni di lavoro sempre più critiche e la crescente difficoltà di garantire cure adeguate ai cittadini, sollecitando l’apertura di un tavolo di confronto con i vertici dell’azienda”. Il sindacato aveva già enumerato solo pochi giorni fa i tanti problemi nelle strutture sanitarie. I turni di infermieri e operatori sociosanitari arriverebbero a 12 ore giornaliere; molti rinuncerebbero anche al riposo dopo il turno notturno e sarebbero costretti a lavorare anche nei finesettimana liberi per sostituire i colleghi in malattia. Le cause, sostengono i sindacalisti, sarebbero “carenze di organico ormai strutturali”. Mancherebbero poi sia infermieri che Oss in ginecologia e ostetricia e la capienza sarebbe ampiamente inferiore alle necessità, con più degenti che posti letto. Sotto forte pressione, infine, anche la riabilitazione, così come il settore amministrativo e quello del servizio sociale aziendale.

Com’è andato il 2025 della sanità friulana, raccontato da Asufc

Cosa si chiede 

La richiesta, quindi, resta quella già resa pubblica quando si parlava dell’ospedale Santa Maria della Misericordia di Udine: “nuove assunzioni e un riconoscimento economico per chi opera in reparti ad alta complessità e in condizioni di disagio”. Obiettivo primario mettere fine ai turni di 12 ore, che secondo i rappresentanti rischiano di trasformarsi in un aumento degli errori.


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