Infanzia, Comune riduce il servizio: chiusure e stop iscrizioni per sei asili. Task force di educatori fino a giugno

Genova. L’emergenza per gli asili del Comune di Genova segna un nuovo punto di svolta. La mancanza di insegnanti, unita a una flessione della domanda, spinge infatti l’amministrazione a imbastire una storica riduzione del servizio, con chiusure e stop alle iscrizioni per sei asili comunali, che passeranno in parte al servizio statale e in parte saranno gradualmente chiusi. Il piano è stato presentato ieri dalla amministrazione civica ai sindacati durante un nuovo incontro del tavolo di confronto sulla carenza d’organico che da tempo sta tenendo in scacco il servizio con pesanti disagi per bambini e famiglie, confermando in questo modo le indiscrezioni raccolte e anticipate da Genova24 a inizio mese.
Il prossimo 21 gennaio partiranno le iscrizioni agli asili comunali per l’anno scolastico 2026/2027, ma dall’elenco mancheranno sei scuole dell’infanzia: sarà assorbita dal servizio statale l’Arcobaleno di Borzoli, la Aurora di Borzoli diventerà un nido, mentre per quanto riguarda la Colombo di Borgoratti, la Monticelli di Marassi, la Garbarino di Di Negro e la San Desiderio dell’omonimo quartiere le iscrizioni andranno ad esaurimento, con lo stop alla creazioni di nuove classi: le strutture non accetteranno nuovi iscritti e cesseranno l’attività una volta terminato il ciclo degli attuali alunni. Il piano di tagli prevede inoltre la soppressione della sezione primavera alla Monticelli e la riduzione delle sezioni alla scuola Tina Quaglia, che passerà da sei a cinque. A fare da contraltare l’apertura di una quarta sezione presso infanzia Montale, una nuova sezione primavera al Glicine e la quinta sezione all’infanzia Foce, a seguito del suo rientro alla sede originaria.
Nel breve termine, invece, per fronteggiare l’emergenza immediata e coprire i turni fino a giugno, il Comune di Genova continua a puntare sull’inserimento di personale educativo del terzo settore, inteso con funzioni ludiche e non didattiche. Sono quattro gli asili che, secondo i piani della civica amministrazione, saranno interessati da questa implementazione, che risponde alle maggiori criticità riscontrate in questi ultimi mesi: Monticelli, Sole del mirto, Chighizola e Bertoncini. Oltre a ciò è prevista la formazione di una “task force” di personale educativo di cooperativa, utilizzabile su tutto il territorio genovese in caso di nuove assenze e criticità intervenute.
La risposta delle organizzazioni sindacali alla proposta dell’amministrazione civica è stata una netta chiusura, motivata da profonde preoccupazioni sulla tenuta del servizio, con criticità ancora una volta scaricate su lavoratori e famiglie. Cisl Fp e Fp Cgil denunciano come l’ipotesi di ricorrere al terzo settore rischi di compromettere irrimediabilmente la continuità educativa e la qualità dell’offerta formativa. “Abbiamo rispedito al mittente la proposta del Comune di Genova – commenta Cinzia Maniglia, segretaria Cisl Fp Genova – non siamo disponibili a cooperare, non avendo ancora peraltro ricevuto un piano scritto e definito. E’ chiaro che il problema non è di oggi e andava affrontato già da tempo, ma anche quest’anno possiamo dire che il tempo a disposizione per aggredirlo c’era“. Secondo la sindacalista questo “ombrello emergenziale” aprirebbe ad una pericolosa mancanza di tutele sia per il personale comunale che per quello delle cooperative, quest’ultimo esposto al rischio di una prestazione lavorativa estremamente frammentata tra i vari plessi.
In sostituzione del piano basato sulle cooperative, i sindacati hanno chiesto l’attivazione di percorsi alternativi radicati nel perimetro del pubblico. La richiesta principale riguarda l’applicazione dell’articolo 2-ter del D.L. 8 aprile 2020, una norma che consente di impiegare personale in possesso dei titoli per l’asilo nido anche per coprire le esigenze delle scuole dell’infanzia attraverso contratti a tempo determinato. Una via che l’amministrazione comunale si è detta favorevole, con l’impegno di pubblicare con la massima urgenza un bando “celere” per soli titoli, finalizzato a reperire personale docente per supplenze fino al termine dell’anno scolastico a giugno.
La vertenza però non si esaurisce qui: il prossimo lunedì è stato calendarizzato un ulteriore incontro del tavolo per confrontarsi nuovamente sulla questione, per affinare le ipotesi sul tavolo e trovare quindi un possibile accordo. “Sicuramente ci dovrà essere un passaggio con i lavoratori e le lavoratrici – spiega Maniglia – appena sarà formalizzata la proposta organizzeremo assemblee con il personale per decidere come muoverci. Andremo fino in fondo per tutelare il servizio e i diritti di lavoratori e famiglie“.
Foto: rielaborazione IA da foto archivio




