Economia

Industria, piccolo rimbalzo a maggio. Istat: “Economia cresce”


MILANO – Rimbalzo della produzione industriale italiana a maggio, ma è poca cosa e non basta certo per salvare l’andamento rispetto all’anno passato. Nel complesso c’è comunque una vena di ottimismo nella fotografia dell’Italia Spa dell’Istat, per come emerge anche dalla nota mensile sull’economia.

Produzione in timida risalita, ma il confronto sul lungo periodo è deficitario

Sul lato della produzione industriale, l’Istat stima infatti che dopo due flessioni congiunturali consecutive l’indice destagionalizzato sia salito dello 0,5% rispetto ad aprile. La dinamica congiunturale “positiva è estesa a quasi tutti i settori, con l’eccezione dei beni strumentali. Tuttavia, la media degli ultimi tre mesi registra un andamento complessivo ancora in calo”, commenta l’istituto di statistica.

E in effetti se si allarga lo sguardo e si confronta l’industria rispetto a maggio 2023, l’indice complessivo registra una flessione in termini tendenziali del 3,3% al netto degli effetti di calendario.

L’Unione nazionale consumatori calca la mano leggendo i dati come “una disfatta” e parlando di una “caduta libera” su base annua. “Per la sedicesima volta consecutiva la produzione industriale precipita nei dati tendenziali. Una situazione preoccupante dalla quale si può uscire solo rilanciando l’asfittica domanda interna, ridando capacità di spesa alle famiglie”. Secondo i calcoli dell’associazione, “se la produzione di maggio 2024, nei dati corretti destagionalizzati, sale dello 0,5% su aprile 2024, nel confronto con gennaio 2023, ossia prima che iniziasse la discesa ininterrotta, è inferiore del 4,7%. Per i beni di consumo il gap è del 5,9%, che diventa addirittura -8,8% per i beni di consumo durevoli”.

Tornando all’Istat, tra i settori in sofferenza c’è senz’altro la produzione italiana di autoveicoli che diminuisce del -27,8% a maggio rispetto all’anno precedente. Anche nell’insieme dei primi cinque mesi dell’anno è in contrazione rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente del 16%. Nel complesso, il settore della fabbricazione di mezzi di trasporto è quello con la flessione tendenziale più ampia a maggio (-11,1% su anno). Dall’inizio dell’anno la produzione si è ridotta del 6,7% rispetto ai primi cinque mesi del 2023.

Le costruzioni risalgono

Nella separata nota mensile sull’economia italiana, sempre l’Istat rileva che la crescita continua ricordando che la seconda stima dei conti economici trimestrali ha confermato un aumento congiunturale dello 0,3% (+0,7% in termini tendenziali) nel periodo gennaio-marzo e che la crescita acquisita per il 2024 è pari allo 0,6%. L’espansione, spiega l’istituto, è stata sostenuta dai consumi e dagli investimenti, che hanno fornito rispettivamente un contributo positivo di 0,2 e 0,1 punti percentuali, mentre nullo è risultato il contributo della spesa delle Amministrazioni Pubbliche. Molto positivo è stato l’apporto della domanda estera netta (per 0,7 punti percentuali), determinato tuttavia da una decisa riduzione delle importazioni (-1,7%) e da una moderata espansione delle esportazioni di beni e servizi (+0,6%); negativo, invece, il contributo delle scorte (-0,7 punti percentuali).

Segnali di ripresa dalla produzione nelle costruzioni che, ad aprile, ha registrato, dopo due mesi di flessione, un incremento rispetto a marzo: l’indice destagionalizzato è aumentato in termini congiunturali del 2,3%. Nella media febbraio-aprile, la produzione nelle costruzioni è diminuita dell’1,2% rispetto al trimestre precedente.


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