Indetto il referendum confermativo sulla riforma della giustizia: si vota il 22 e 23 marzo 2026. DECRETO in Gazzetta Ufficiale

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha firmato il decreto del 13 gennaio che indice il referendum popolare confermativo sulla legge costituzionale in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare.
Il provvedimento è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 10 del 14 gennaio 2026. La consultazione si terrà domenica 22 e lunedì 23 marzo 2026. Il testo oggetto del voto è stato approvato dal Parlamento con maggioranza assoluta ma inferiore ai due terzi dei componenti di ciascuna Camera, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 253 del 30 ottobre 2025.
Contenuto della riforma costituzionale
La legge costituzionale modifica gli articoli 87, 102, 104, 105, 106 e 107 della Costituzione. Il progetto introduce la separazione delle carriere tra magistratura giudicante e magistratura requirente, superando l’attuale sistema unitario. La riforma prevede l’istituzione di due Consigli Superiori della Magistratura distinti, uno per i magistrati giudicanti e uno per i pubblici ministeri. Viene creata una nuova Alta Corte disciplinare composta da quindici giudici, di cui tre nominati dal Presidente della Repubblica, tre estratti a sorte da un elenco fornito dal Parlamento e i restanti selezionati tra magistrati con almeno vent’anni di esperienza. L’organismo avrà la competenza di sanzionare le violazioni commesse dai magistrati, funzione attualmente svolta dal Consiglio Superiore della Magistratura.
Modalità di voto e quesito referendario
Il quesito sottoposto agli elettori è “Approvate il testo della legge costituzionale concernente Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 253 del 30 ottobre 2025”. Il referendum confermativo non richiede il raggiungimento di un quorum di partecipazione per essere valido. La riforma sarà approvata se otterrà la maggioranza dei voti validamente espressi. La decisione di indire la consultazione è stata adottata dal Consiglio dei Ministri su proposta della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
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