Indennità aggiuntive ai medici, ‘no’ alle proposte di Castrataro: le ragioni dei commissari | isNews
La replica di Bonamico e Di Giacomo al sindaco di Isernia: “Soluzioni estemporanee prive di un adeguato fondamento legislativo”
CAMPOBASSO. Riconoscimento delle indennità aggiuntive nei concorsi per il reclutamento del personale medico: in una nota i commissari Marco Bonamico e Ulisse Di Giacomo replicano e spiegano le ragioni che hanno portato al mancato accoglimento delle proposte del sindaco di Isernia Piero Castrataro. E questo “per consentire ai cittadini – scrivono – di farsi un’idea autonoma e consapevole, chiarendo le difficoltà concrete di chi è chiamato ad operare nel rispetto della normativa vigente, a differenza di chi propone soluzioni estemporanee prive di un adeguato fondamento legislativo”.
Nel merito, la nota precisa che “qualsiasi iniziativa finalizzata a incentivare il personale sanitario in presenza di condizioni di lavoro particolarmente gravose deve necessariamente ispirarsi al principio di uniformità del trattamento economico. A parità di qualifica e di mansioni, infatti, non possono essere previste differenze tra personale neoassunto e personale già in servizio. Ne consegue che eventuali misure incentivanti non possono essere limitate ai soli medici neoassunti del Pronto Soccorso dell’ospedale Veneziale di Isernia, ma dovrebbero estendersi a tutto il personale dell’area Emergenza-Urgenza operante nei presìdi ospedalieri della regione, che fanno capo a un’unica Azienda Sanitaria Regionale”.
I commissari ricordano inoltre che il Molise “si trova tuttora in Piano di Rientro e in regime di commissariamento governativo, una condizione che rende non replicabili modelli adottati in altre realtà regionali, come quello citato della Toscana. Le stesse leggi di bilancio nazionali per il 2025 e il 2026 prevedono già la possibilità per le Regioni di destinare quote del Fondo Sanitario Regionale ad attività aggiuntive in contesti di particolare disagio lavorativo, nel rispetto però di criteri generali e non discriminatori.
Viene poi sottolineato come un’attenzione rivolta esclusivamente ai neoassunti generi una palese disparità di trattamento nei confronti del personale già in servizio, che da anni opera nelle stesse condizioni, spesso più gravose. Allo stesso modo – continuano – appare poco coerente ipotizzare incentivi economici circoscritti a un solo presidio ospedaliero, quando criticità analoghe – se non più rilevanti – sono presenti anche negli ospedali di Campobasso e Termoli, caratterizzati da volumi di attività persino superiori. Non meno rilevante è la scelta, giudicata incomprensibile, di limitare eventuali benefici al solo personale medico, escludendo infermieri e altre figure sanitarie, il cui contributo è essenziale per il funzionamento dei servizi di emergenza-urgenza”.
La Regione, ricordano infine i commissari “è tenuta a garantire in modo uniforme i Livelli Essenziali di Assistenza su tutto il territorio, un obiettivo difficilmente compatibile con interventi settoriali e territorialmente circoscritti. Qualsiasi ipotesi di incentivazione economica, incidendo su trattamenti accessori e condizioni di lavoro, non può inoltre prescindere dal preventivo coinvolgimento delle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative, nel rispetto delle regole di confronto previste dalla normativa e dalla contrattazione collettiva.
Pur riconoscendo il valore e la buona intenzione dell’iniziativa prospettata, i commissari ritengono che “qualora l’Amministrazione comunale di Isernia intendesse destinare risorse proprie a sostegno del personale sanitario, la strada più appropriata sia quella di una valutazione condivisa con l’Asrem. In qualità di ente datore di lavoro e soggetto competente in materia di organizzazione e gestione del personale, e con il supporto delle organizzazioni sindacali, l’Azienda sanitaria potrebbe infatti individuare soluzioni praticabili e coerenti con il quadro normativo, anche nel caso di eventuali iniziative di raccolta fondi promosse dai cittadini”.
Questo nel merito e, in premessa, Bonamico e Di Giacomo scrivono che “non si intende rispondere alla sorprendente accusa da parte del sindaco di ‘fallimento di un intero sistema di gestione’, riferita al parere negativo espresso dal Collegio dei Revisori dei Conti sul bilancio di previsione dell’ASReM per l’anno 2026, rivelando, così, una conoscenza assai lacunosa delle funzioni e dei compiti – diversi e diversamente distribuiti – tra gli organi dirigenziali della sanità molisana. Siamo certi che qualcun altro risponderà alle sue preoccupazioni partite, peraltro, dai problemi del Pronto Soccorso di Isernia per poi elevarsi improvvisamente all’intera Azienda Sanitaria Regionale. Un cambio di passo e di livello che suscita non poche perplessità in una regione in cui la sanità viene spesso usata per organizzare le campagne elettorali”.
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