Marche

Incubo mareggiata, Porto Recanati ancora ko. Chalet distrutti dalle onde, ristoranti evacuati. Il sindaco Michelini: «Nessuna allerta»

PORTO RECANATI – Una violentissima mareggiata, ancora una volta, ha messo in ginocchio il litorale di Porto Recanati. Onde fino a quattro metri hanno sferzato la costa nella notte tra mercoledì e giovedì.

I tratti più colpiti sono stati via Marinai d’Italia nel lungomare Sud, dove le strutture balneari hanno subito allagamenti e danni pesantissimi, e Scossicci, a Nord, dove la forza delle onde ha compromesso strutture, vetrate, arredi e impianti elettrici. Anche in questo caso conseguenze molto pesanti.

 

 

La situazione

Per gli operatori balneari è stata una nottata in bianco: tra collegamenti costanti alle telecamere di sorveglianza e messaggi continui tra proprietari, si è cercato di monitorare l’evolversi della situazione minuto dopo minuto.

Con l’intensificarsi del vento e l’aumento improvviso delle onde, mercoledì sera è stato necessario evacuare gli stabilimenti con ristorante, facendo allontanare i clienti.

Nella parte centrale del litorale, i danni si sono limitati allo spostamento di sabbia e piccoli disagi, ma procedendo verso Nord la situazione è peggiorata: le strutture lungo la provinciale Sorbelli hanno subito infiltrazioni d’acqua. Vetrate rotte, terrazzi divelti e arredi distrutti. La litoranea per Numana è stata chiusa al traffico e il mare ha superato la carreggiata in più punti.

 

I dettagli

Il fenomeno ha coinvolto infrastrutture pubbliche e edifici privati, aggravando il bilancio della notte. Nella mattinata di ieri, come se non bastasse, si è verificata l’esondazione del fiume Musone, causata dal mare in tempesta. Secondo gli operatori gli effetti devastanti della mareggiata sono la conseguenza «di interventi parziali e disomogenei sul fronte la difesa della costa, con il cosiddetto effetto bordo: le scogliere presenti in alcuni tratti lasciano esposte le zone adiacenti». Roberto Cappella, vicepresidente dei balneari, ricorda la mancata manutenzione di dieci pennelli già esistenti, per i quali esiste un progetto esecutivo, che avrebbe potuto offrire una protezione minima alle strutture più vulnerabili. Il bilancio provvisorio parla di almeno una decina di stabilimenti fortemente danneggiati nella zona Nord: Vento in Poppa, Lido Sabbia d’Or, Tropico Latino, Paradise, Copacabana, Brigantino, Koconero, chalet Massi, Bahari e altre strutture ancora in fase di verifica. Gli operatori sottolineano come l’evento sia stato inatteso: le previsioni davano onde alte al massimo due metri, mentre il mare si è alzato rapidamente dopo le 19.

«Abbiamo immediatamente attivato il Coc e tutte le procedure di somma urgenza – spiega il sindaco Andrea Michelini –, l’evento è stato inatteso: non c’erano allerte di alcun genere. Il mare è montato in tarda serata». Michelini sottolinea la gravità della situazione: «Ieri mattina il fiume Musone è straripato e siamo intervenuti per aprire lo sbocco a mare, ostruito dalle onde. Protezione civile, vigili del fuoco, carabinieri e Provincia hanno monitorato la situazione tutta la notte, chiudendo la provinciale di Scossicci (poi riaperta ieri verso l’ora di pranzo)». Il primo cittadino evidenzia un aspetto: «Porto Recanati convive con l’erosione da decenni, è la città costiera più colpita delle Marche. Servono interventi concreti e urgenti per proteggere la costa, vera perla della Riviera del Conero e dell’intera regione. Viviamo di turismo: non possiamo lasciare famiglie e operatori in difficoltà. L’amministrazione e gli uffici sono fortemente impegnati in questa battaglia». Il consigliere regionale dem Leonardo Catena annuncia che chiederà l’attivazione di fondi d’emergenza.




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