Incidenti sul lavoro, Basilicata in zona rossa
Nella Giornata nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro una analisi sulla situazione in Basilicata. Secondo l’Osservatorio Sicurezza Vega Engineering, Matera e provincia occupano la terza posizione in Italia, mentre Potenza è al dodicesimo posto
Non riesce a uscire dal trend negativo la Basilicata, ancora alle prese con un numero di incidenti mortali sul lavoro che, in rapporto alla popolazione, continuano a confinare la regione in zona rossa (regioni con un’incidenza infortunistica superiore al 125% dell’incidenza media nazionale) in compagnia di Umbria, Campania, Sicilia e Calabria.
INCIDENTI SUL LAVORO, I DATI DELL’OSSERVATORIO DI SICUREZZA
In occasione della 75esima Giornata nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro, che si celebra oggi, domenica 12 ottobre, i dati diffusi dall’Osservatorio Sicurezza Vega Engineering di Mestre delineano un quadro ancora preoccupante per il nostro Paese. Da gennaio ad agosto 2025 le vittime sul lavoro in Italia sono state 681, di cui 493 in occasione di lavoro e 188 in itinere, cioè durante il tragitto casa-lavoro. Ancora alla Lombardia va la maglia nera per il maggior numero di vittime in occasione di lavoro (68). Seguono: Veneto (53), Campania (49), Sicilia (41), Piemonte (38), Toscana (35), Emilia-Romagna (34), Puglia (33), Lazio (32), Liguria (15), Sardegna e Calabria (14), Trentino-Alto Adige (13), Umbria, Marche e Abruzzo (12), Basilicata (9), Friuli-Venezia
Giulia (7), Molise e Valle d’Aosta (1).
NEL REPORT MANCANO ANCORA I QUATTRO BRACCIANTI MORTI A SCANZANO
Comunque nel report di Vega non vengono ancora annoverati i quattro braccianti morti nell’incidente stradale a Scanzano Jonico, nel Materano, di sabato 4 ottobre. Gli infortuni “in itinere” sono troppo spesso dimenticati ma drammaticamente frequenti tra i lavoratori agricoli e stagionali, aggravati dalle distanze, dalle strade dissestate e dalle condizioni di vita precarie in cui questi lavoratori sono costretti.
INCIDENTI SUL LAVORO, IL DATO LUCANO
Matera e provincia occupano la terza posizione in Italia, mentre Potenza è al dodicesimo posto. Uno strumento chiave di queste analisi è l’indice di incidenza, che mette in relazione il numero di incidenti mortali sul lavoro con la popolazione lavorativa delle diverse regioni. Il settore delle Costruzioni continua ad essere il più pericoloso, con 78 decessi in occasione di lavoro. Seguono il settore manifatturiero (69 decessi), i trasporti e magazzinaggio (65 decessi) e il commercio (48 decessi). Questo evidenzia l’importanza di focalizzarsi su misure di sicurezza specifiche per questi settori ad alto rischio.
I LAVORATORI MAGGIORMENTE A RISCHIO PER ETÀ
A pagare il prezzo più alto sono i lavoratori tra i 55 e i 64 anni, mentre l’incidenza di mortalità più elevata riguarda gli over 65. Nel 2025, 58 donne hanno perso la vita sul lavoro, con una distribuzione di 28 morti in occasione di lavoro e 30 in itinere.
Per quanto riguarda i lavoratori stranieri, 148 vittime straniere sono state registrate da gennaio ad agosto 2025, con un rischio di morte sul lavoro più che doppio rispetto agli italiani. Gli stranieri presentano 43 morti per milione di occupati, contro i 18 degli italiani. Il lunedì è il giorno più luttuoso della settimana, ovvero quello in cui si sono verificati più infortuni mortali nei primi otto mesi dell’anno (23,7%), seguito dal venerdì (20,3%) e dal giovedì (16,4%).
LE DENUNCE PER INFORTUNIO
Le denunce di infortunio totali diminuiscono ancora, seppur di poco, rispetto ad agosto 2024. Dalle 386.554 a fine agosto 2024 passiamo alle 384.007 di quest’anno (-0,7%). Le denunce di infortunio delle lavoratrici ad agosto 2025 sono 137.388 (107.337 delle quali in occasione di lavoro), mentre 246.619 le denunce totali degli uomini (213.710 in occasione di lavoro). Le denunce totali dei lavoratori stranieri sono 82.208 su 384.007 (circa 1 su 5), mentre il numero delle denunce di questi ultimi in occasione di lavoro ammonta a 68.911 su un totale di 321.047 (ancora circa 1 su 5).
INCIDENTI SUL LAVORO, LA GIORNATA NAZIONALE
«Quella del 12 ottobre è un’occasione importante per ricordare le vittime, ma ci auguriamo, anche e soprattutto, un’opportunità per cercare soluzioni concrete, per uscire da un’emergenza che si ripete anno dopo anno, giorno dopo giorno» ha sottolineato – Mauro Rossato, Presidente dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega.
I DATI DELL’OSSERVATORIO VEGA
«I dati dei primi otto mesi del 2025 parlano di 681 decessi – ha aggiunto – una situazione stabile rispetto allo scorso anno, quando le vittime erano 680. Ma la stabilità non può certo rappresentare un indicatore di speranza, dal momento che in alcune giornate si registra anche più di un decesso al giorno».
ROSSATO, PRESIDENTE VEGA: «LA SICUREZZA SUL LAVORO IN ITALIA SPESSO SOTTOVALUTATA»
Nel nostro Paese la sicurezza sul lavoro viene spesso sottovalutata, non tutti comprendono che può essere l’arma più potente ed efficiente contro gli infortuni e, contemporaneamente, l’alleata principale per la qualità della vita e per la dignità dei lavoratori».
L’Osservatorio Sicurezza ribadisce l’importanza della formazione continua, sia per i lavoratori sia per le imprese, per ridurre il numero degli incidenti sul lavoro. È necessario creare una cultura della sicurezza che non si limiti a rispettare le normative, ma che promuova un ambiente di lavoro responsabile e consapevole. Come affermato da Rossato, la sicurezza sul lavoro non è solo una questione di numeri, ma di valori, fiducia e comunità.
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