Inchiesta Romeo, il gip di Trento ordina il processo per i principali indagati – Cronaca
TRENTO. L’inchiesta “Romeo” sui presunti intrecci tra affari, politica e pubblica amministrazione in Trentino-Alto Adige approderà in tribunale. Il giudice per le indagini preliminari Enrico Borrelli ha infatti disposto l’imputazione coatta per i principali indagati, respingendo la richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura per le accuse ritenute più gravi.
La decisione riguarda un’indagine che a inizio dicembre del 2024 aveva provocato un forte scossone nel mondo politico ed economico regionale, con otto arresti e 77 persone indagate. Lo scorso dicembre la Procura aveva chiesto di archiviare le contestazioni più pesanti, ridimensionando l’impianto accusatorio.
Il gip, lo stesso magistrato che nella fase iniziale aveva firmato le ordinanze di custodia cautelare, ha invece scelto di mantenere sostanzialmente tutte le accuse. Sarebbero state eliminate soltanto alcune imputazioni considerate secondarie, che i difensori – parlando di un processo “senza prove” – definiscono “marginali”. Gli imputati non erano presenti in aula.
Tra i principali indagati indicati figurano Hans Peter Hager, Paolo Signoretti (entrambi nella foto, in bici, all’interno dell’area ex Cattoi di Riva) Cristina Santi e Vittorio Fravezzi. Con l’imputazione coatta il giudice obbliga il pubblico ministero a formulare l’imputazione entro dieci giorni: l’indagato diventa formalmente imputato e si apre la fase processuale, che di norma porta alla fissazione dell’udienza preliminare.




