Calabria

Inchiesta “Golgota” nel Crotonese, da rifare il processo ad Astorino

Un processo d’appello da rifare e una condanna diventata definitiva. Così ha sentenziato la Cassazione nell’ambito del processo “Golgota” di rito ordinario su un presunto traffico di cocaina, marijuana e hashish con epicentro Isola Capo Rizzuto.
La Suprema Corte, accogliendo il ricorso degli avvocati Michele D’Agostino, Alessandro Diddi e Giuseppe Gervasi, da un lato ha annullato con rinvio la pena di 21 anni di carcere che i giudici di secondo grado di Catanzaro, il 17 aprile 2025, comminarono al 51enne Antonio Astorino. La Corte d’Appello dovrà infatti rivalutare le accuse a suo carico di associazione a delinquere finalizzata al narcotraffico e di un episodio di spaccio. Dall’altro gli ermellini, dichiarando inammissibile la richiesta del difensore Tiziano Saporito, hanno reso irrevocabili i 6 anni di reclusione per il 48enne Antonio Scerbo, che doveva rispondere di detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti.
L’operazione “Golgota”, che nel troncone del rito abbreviato vede sotto accusa 42 imputati davanti alla Cassazione, scattò il 10 febbraio 2021 con 36 arresti eseguiti dalla Polizia. Il blitz coordinato dalla Dda di Catanzaro disarticolò le nuove leve della cosca Arena-Nicoscia di Isola, capeggiata da Salvatore Arena, detto “caporale”, e il ceppo “pecorari” dei Mannolo di San Leonardo di Cutro. Le indagini fecero luce sulla riorganizzazione degli Arena-Nicoscia dopo le inchieste “Jonny” del 2017 e “Tisifone” del 2018, ma col vertice rimasto nelle mani dei «discendenti del vecchio capostipite Nicola Arena», morto nel 2022. In questo scenario, sotto la lente finì l’ipotizzato ruolo di vertice di Astorino nello smercio di droga.


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