Umbria

In Umbria il primo Comune d’Italia a chiedere la liberazione di Cecilia Sala


di Ester Pascolini

In una piazza Martiri ancora addobbata per le feste, mantenuta così, come da tradizione cittadina, in vista dei festeggiamenti del 15 gennaio per il patrono, Beato Angelo, alle 11,30, ecco arrivare puntuali le classi delle scuole superiori della città. Tanti i giovani accompagnati dai loro professori, accorsi per chiedere a gran voce la liberazione della giovane giornalista Cecilia Sala imprigionata in Iran. 

Insieme a loro, era presente Giampiero Giulietti, giornalista di lungo corso e colonna portante dell’associazione Articolo 21, promotrice dell’iniziativa insieme all’amministrazione comunale, rappresentata, per l’occasione, dal sindaco Massimiliano Presciutti e da parte della sua giunta.

Giulietti afferma, facendo riferimento alla richiesta di silenzio stampa da parte della famiglia della giornalista: «L’idea è nata con il sindaco e con le scuole, perché un conto è il silenzio stampa per non interferire sulle trattative, e mi pare invece che molti stiano interferendo – sottolinea – un conto è far sentire la solidarietà del popolo». Continua affermando che il senso di questa iniziativa va rinvenuto nel discorso di fine anno di Mattarella, in cui il presidente accendeva i riflettori sulla detenzione di Cecilia Sala e sulla necessità di difendere la libertà di informazione. «Questo è il primo comune italiano – dice ancora con orgoglio – che ricorda con compostezza e garbo Cecilia Sala». Gli fa eco il sindaco Presciutti: «Cecilia Sala è una delle tante giornaliste che nel mondo sono vittime di ingiuste detenzioni, una ragazza giovane, che faceva il suo mestiere, incarcerata senza giustificazione». Nel ringraziare le scuole per la partecipazione, Presciutti manifesta l’intenzione di tenere esposto lo striscione che chiede la liberazione di Sala fino a che questa non sarà effettivamente avvenuta: «Lo striscione resterà lì fino a quando Cecilia Sala non tornerà libera a casa e potrà ricominciare a fare il suo mestiere». 

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