In Regione i laureati più giovani d’Italia: il 50% ha meno di 23 anni – Cronaca
BOLZANO. Una media di 23,8 anni al conseguimento della laurea triennale, a fronte dei 24,5 anni di media nazionale. È il primato degli atenei del Trentino-Alto Adige, sul gradino più in alto in Italia per laureati più giovani. L’università di Trento batte, di poco, Unibz: 23,7 anni contro i 24 dell’ateneo bolzanino, dove comunque quasi il 50% si laurea prima di compiere i 23 anni. Un abisso rispetto ad altre regioni (con medie che superano i 26 anni in Molise e Sardegna).
Sulla durata degli studi è Bolzano, invece, che batte Trento di pochissimo: 3,5 anni per la triennale, contro 3,7 dell’ateneo trentino. L’età all’immatricolazione è in media poco più alta a Bolzano.Il dato (raccolto dalla XXVII indagine del consorzio Almalaurea e rielaborato da “Skuola.net”), si basa sui laureati del 2024 nei corsi del primo livello: 342 alla Lub. Dal rapporto emerge che nell’ateneo bolzanino si laureano soprattutto donne (il 67%, mentre a Trento sono il 48,5%), che hanno, ovviamente, un’ottima conoscenza del tedesco e dell’inglese (con percentuali vicinissime al 100% sui livelli di B2 in entrambe le lingue).
Entrambi gli atenei della regione sono sopra la media nazionale anche per il voto di laurea: in media 101 punti circa in entrambi gli atenei. Un altro dato che spicca nell’indagine è quello relativo al lavoro: l’83,8% dei laureati alla Lub risulta avere avuto esperienze lavorative, a fronte del 67% nazionale (69% a Trento).
Piccoli atenei, i vantaggi
Il paragone sulla base dell’età può essere fuorviante, dietro una media numerica ci sono ex studenti lavoratori, laureati che arrivano da altri percorsi universitari o lavorativi, diverse esperienze di vita o di studio. Bolzano e Trento attraggono molti studenti da fuori regione: anche questo un incentivo a laurearsi in tempo, visti i costi di affitti e di vita. «Conta molto anche il fatto che siano università relativamente piccole: a Bolzano soprattutto ci sono pochi studenti per corso e una conoscenza diretta tra studenti e docenti», spiega Stefano Zuliani, responsabile del Movimento universitario altoatesino (Mua).
«Non sei un numero in mezzo a trecento: il docente ti conosce, sa i tuoi pregi e i tuoi difetti – aggiunge Luciano Defrancesco, di Mua – Ogni docente ha pochi studenti da seguire. Questo è sicuramente un vantaggio per molti aspetti, anche se alcuni studenti di Unibz lamentano il fatto che sembri più un rapporto da liceo, con classi piccole e professori vicini ai ragazzi». Un altro aspetto riguarda l’organizzazione dello studio. «Spesso gli esami sono intervallati da prove in itinere, lavori di gruppo o tesine che poi vanno a comporre il voto finale. Questo fa sì che i ragazzi rimangano molto sul pezzo durante il semestre».
I dati, spiegano, vanno presi con cautela: «La statistica non tiene conto di chi inizia e poi abbandona o cambia corso, e quello è un fattore che può incidere molto», spiega Zuliani. «Avere uno scarto di tre anni tra alcune regioni e altre è impressionante: significa, di fatto, un intero corso di studi in più», aggiunge Defrancesco. Trovare un alloggio Un tema su cui Bolzano e Trento non sono esattamente esempi virtuosi è il costo degli affitti e della vita per gli studenti che scelgono di trasferirsi per l’università. A Bolzano, il costo medio per un alloggio studentesco varia notevolmente: si parte da circa 270 -360 euro al mese per un posto in studentato pubblico, fino a superare i 550 -780 euro mensili per una stanza in affitto privato. I prezzi sono tra i più alti in Italia, con una media di circa 15 euro al metro quadro. Per fare fronte a questa situazione, da anni Mua ha attivo un servizio – Yost – dove mette in contatto proprietari e studenti.
«Quando abbiamo iniziato ci dicevano tutti: qui è una realtà particolare, è un muro di gomma, i proprietari non affitteranno mai agli studenti – spiega Defrancesco, responsabile del servizio – ma negli anni le cose stanno iniziando a cambiare. In media una cinquantina di alloggi nuovi all’anno vengono messi sul portale da proprietari che si rivolgono per la prima volta al servizio».




