‘In Puglia ancora gender gap sulle retribuzioni’, l’allarme della Cisl
“I dati rilevati dal Rapporto 2024 sul divario retributivo di genere, elaborato sulla base delle rilevazioni dell’Osservatorio statistico Inps, fanno emergere ancora differenze strutturali tra uomini e donne nel mondo del lavoro, nel Mezzogiorno come in Puglia”. Lo dichiara Valentina Donno, della segreteria Cisl Puglia, in occasione della Giornata internazionale della donna, che si celebra l’8 marzo. “Nello specifico – evidenzia Donno – nel comparto privato un uomo percepisce circa 102,6 euro al giorno contro i 91,9 euro di una donna (gender gap pay del 10,5%), divario che si accentua tra i dirigenti, arrivando al 27,2%, e aumentando anche con l’età e l’avanzamento di carriera. Ancora più alta è la forbice nel settore pubblico: se la parità è raggiunta nel comparto scuola, la situazione peggiora nettamente nel servizio sanitario (gpg al 14,6%), università (12,5%) e forze armate/polizia (12,3%). Confrontando i nostri dati con il resto del Mezzogiorno e dell’Italia – dichiara ancora la sindacalista – la Puglia è la regione che, in particolare nel settore pubblico, ha visto in dieci anni un peggioramento del gpg, passato dal 17,5% del 2014 al 20,7 del 2024”.
Secondo la Cisl Puglia “positive sono le azioni intraprese negli anni dalla Regione Puglia, volte a migliorare la parità di genere declinata in diversi aspetti, dalla qualità del lavoro all’empowerment femminile in ambito educativo, dal contrasto a ogni tipo di violenza fino a servizi welfare che consentano alle donne di essere più protagoniste della società. Purtroppo, però, ancora tanto resta come semplici intenti. Ridurre il divario di genere – conclude la segretaria Donno – non è soltanto una questione di equità, ma una scelta strategica per il futuro della Puglia”.



