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In Piemonte due terzi dei docenti di sostegno sarà precario: nord in crisi e flop mini-call veloce. Dati e prospettive

In Piemonte, come in molte altre regioni del Nord, l’avvio dell’anno scolastico coincide con un rituale ormai noto: le immissioni in ruolo, le cattedre ancora vacanti, le chiamate last minute. Quest’anno il Ministero dell’Istruzione aveva autorizzato 5.129 assunzioni per il territorio piemontese, ma solo poco meno di 3.000 sono andate a buon fine. L’ampio scarto tra autorizzato ed effettivo non è casuale. Dietro questi numeri si nasconde una carenza strutturale che riguarda soprattutto il sostegno agli alunni con disabilità.

Due su tre saranno supplenti

Secondo quanto riportato da Stefano Suraniti a RaiNews, direttore dell’Ufficio scolastico regionale, mentre i posti curricolari sono stati coperti al 98%, il sostegno ha raggiunto appena il 75% di copertura. Tradotto: circa due terzi dei docenti di sostegno saranno supplenti, spesso con contratti a tempo determinato e con competenze non sempre specifiche. Suraniti ammette che in teoria il sistema scolastico avrebbe bisogno di almeno 20.000 docenti specializzati, ma la realtà ne restituisce molti meno.

Posti che restano vacanti

Il dato più evidente riguarda la call veloce: a fronte di 1.139 posti di sostegno autorizzati per l’assunzione a tempo indeterminato, solo 149 aspiranti hanno presentato domanda. È un tasso di adesione pari al 13%.

I concorsi PNRR non hanno fatto meglio. Per 108 posti disponibili, le domande sono state 31. In un altro ambito, 50 candidati per 689 cattedre. Siamo davanti a un meccanismo inceppato, dove domanda e offerta faticano a incontrarsi.

Dove i numeri diventano costanza

Le stime nazionali evidenziano un problema distribuito in modo non omogeneo. Il Nord è il più colpito. I dati della mini call confermano: oltre 5.700 posti vacanti nella scuola primaria sono concentrati in Lombardia, Veneto e Piemonte. La sola Lombardia ne conta 4.069, seguita dal Piemonte con 1.300 e dal Veneto con 1.208. Sul sostegno, il Piemonte registra ancora 1.297 posti scoperti, di cui 1.138 nella sola primaria. Le stesse fonti sindacali non escludono che i posti vacanti totali, tra tutti i gradi scolastici, possano sfiorare quota 10.000.

Una prospettiva

Per il 2025/26 è previsto un rafforzamento dell’organico con 5.000 posti di sostegno in più, stanziati attraverso un emendamento che mobilita oltre 80 milioni di euro. A ciò si aggiungono anche i nuovi specializzati sul sostegno che saranno operativi dal prossimo anno scolastico a seguito delle operazioni riservate ai triennalisti senza specializzazione e agli abilitati all’estero. Bandi che hanno tenuto conto della presenza di maggiore necessità nella aree interessate.


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