In Liguria ci si sposa sempre meno, in testa per divorzi in Italia

Genova. In Liguria ci si sposa sempre meno e si registrano più divorzi che nel resto d’Italia. I dati Istat diffusi il 19 gennaio 2026, relativi all’anno 2024, confermano e rafforzano una tendenza nazionale ormai strutturale anche sul territorio regionale, che riflette dinamiche demografiche e sociali di lungo periodo.
Liguria prima regione d’Italia per divorzi
Nel 2024, secondo i dati Istat, la regione è in cima alla graduatoria nazionale per numero di divorzi in rapporto alla popolazione, con 1,5 divorzi ogni 1.000 abitanti, è la Liguria, valore condiviso solo con la Sicilia e superiore alla media italiana (1,3 per mille). Un primato che va letto alla luce di più fattori: l’elevata incidenza delle seconde nozze, una popolazione mediamente più anziana e una maggiore diffusione delle procedure extragiudiziali, più rapide e meno onerose.
Anche nel tipo di separazione la Liguria è peculiare. La componente consensuale è dominante, come nel resto del Paese, ma è molto alta la quota di divorzi consensuali conclusi in tribunale, mentre è più contenuta, rispetto ad altre regioni del Centro-Nord, la quota di accordi chiusi direttamente davanti all’ufficiale di stato civile. Allo stesso tempo, la Liguria mostra una presenza non marginale di divorzi giudiziali, superiore a quella di molte regioni settentrionali e più simile a quella di alcune aree del Centro.
La preferenza al rito civile per i matrimoni
Sul fronte delle nuove unioni, il calo dei matrimoni riguarda tutto il Paese, anche se nel Nord la flessione è meno accentuata rispetto al Mezzogiorno. A livello nazionale nel 2024 i matrimoni sono stati 173.272, in diminuzione del 5,9% rispetto al 2023; nel Nord il calo si ferma al 4,3%. Un dato che in Liguria si inserisce in un contesto già caratterizzato da bassa nuzialità, forte invecchiamento della popolazione e ridotta consistenza delle generazioni più giovani.
Anche in regione, come nel resto del Nord, prevale nettamente il rito civile: oltre sei matrimoni su dieci in Italia vengono celebrati davanti all’ufficiale di stato civile, ma nel Nord la quota sale ulteriormente. La scelta del matrimonio civile è particolarmente diffusa nelle seconde nozze e nelle coppie con almeno uno sposo straniero, una componente significativa anche in Liguria, storicamente area di insediamento stabile di comunità straniere.
Il rinvio delle nozze resta un elemento centrale. L’età media al primo matrimonio continua a crescere: 34,8 anni per gli uomini e 32,8 per le donne a livello nazionale. In una regione come la Liguria, che registra una delle età medie più alte d’Italia e una quota elevata di persone che vivono sole, questo dato si traduce in una contrazione ulteriore dei primi matrimoni, che nel 2024 rappresentano ormai solo il 75,3% del totale delle celebrazioni.
Unioni civili, in Liguria incidenza superiore alla media nazionale
Sul fronte delle unioni civili, il Nord-ovest concentra un terzo delle unioni costituite in Italia. La Liguria rientra tra le regioni con un’incidenza superiore alla media nazionale, che è pari a 5 unioni civili ogni 100mila residenti. Prevalgono inoltre le unioni civili tra uomini rispetto a quelle tra donne, ma con uno scarto meno marcato rispetto ad altre regioni del Nord come la Valle d’Aosta, il Trentino o il Veneto. La quota maschile è attorno alla metà abbondante del totale, mentre quella femminile è consistente e superiore alla media di molte regioni settentrionali.




