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In Libano 500mila sfollati. “Degli americani il raid sulla scuola”

Il capo di stato maggiore dell’Idf, Eyal Zamir, è stato chiaro: «Dopo aver completato la fase dell’attacco iniziale a sorpresa, in cui abbiamo creato la superiorità aerea e neutralizzato la schiera di missili balistici, stiamo ora passando alla fase successiva della campagna, in cui intensificheremo l’attacco alle fondamenta del regime e alle sue capacità militari». E ha poi aggiunto: «Abbiamo ulteriori mosse sorprendenti, che non intendo rivelare». La guerra totale in Medioriente ieri è entrata nel settimo giorno. Nuove esplosioni hanno scosso Teheran. Bombardamenti vicino alla torre Azadi, uno dei simboli della capitale iraniana.
Inaugurata nel 1971 per celebrare i 2.500 anni dell’Impero persiano, è uno dei luoghi più riconoscibili della città. Alta circa 45 metri, segna l’ingresso occidentale della metropoli ed è diventata nel tempo uno degli emblemi architettonici dell’Iran contemporaneo. Le forze armate israeliane hanno annunciato di aver ucciso sempre a Teheran un alto esponente del regime iraniano, Ali Asghar Hijazi, capo ad interim dell’ufficio della Guida Suprema. Esplosioni pure nella città portuale di Bandar Abbas.
Gli intensi bombardamenti di ieri mattina presto sulla capitale iraniana hanno preso di mira anche il complesso della guida suprema, Ali Khamenei, ucciso sabato scorso. E una seconda scuola, la Shahid Hamedani School, a Teheran, dopo il raid del 28 febbraio contro l’istituto elementare femminile di Minab, nel sud dell’Iran, che ha ucciso oltre 170 persone, di cui almeno 150 bambine. Il New York Times ipotizza che il bombardamento sia stato eseguito dalle forze statunitensi, basandosi sull’analisi di immagini satellitari, video verificati e post sui social media, secondo cui l’attacco sarebbe avvenuto mentre erano in corso operazioni contro una vicina base navale dei Pasdaran. Funzionari statunitensi non hanno né confermato né smentito un coinvolgimento diretto.
Anche sull’altro fronte, la guerra con il Libano infuria. Il Paese dei cedri sprofonda nel caos dopo la risposta di Israele a Hezbollah. Raid dell’Idf sulla periferia sud di Beirut, dove è stato colpito il quartier generale dei Pasdaran. Colpita anche una postazione Unifil nella cittadina di Qawzah. Due caschi blu ghanesi sono stati feriti e secondo l’esercito del Ghana sono in gravi condizioni. Intanto si contano gli sfollati, accampati nella centrale Piazza dei Martiri della capitale. Vengono da Dahiyeh, il quartiere sciita roccaforte del Partito di Dio. Hanno ricevuto l’ordine di evacuazione e si sono messi in cammino. Qui vivono più di mezzo milione di persone. Deflagrazioni nei cieli a mezzanotte, 26 i raid dell’aviazione israeliana. L’Idf parla di operazione contro infrastrutture di Hezbollah: colpito il centro di comando e un hangar che custodiva droni per colpire Israele. È di almeno 5 morti e diversi feriti il bilancio di un bombardamento su Sidone, 40 km a sud di Beirut.
Lo Shin Bet e l’Idf hanno annunciato di aver attaccato poi l’ufficio del capo della divisione raccolta fondi di Hamas in Libano, Issam Hashan. L’aviazione israeliana ha preso di mira pure la città di Tiro, nel sud, i cui siti sono patrimonio mondiale dell’Unesco. Un fotografo dell’Afp ha visto i soccorritori recuperare almeno un corpo e raccogliere quelli che sembravano resti umani sparsi sul terreno, vicino all’antico ippodromo di epoca romana della città, in direzione del campo profughi palestinese di Bass, uno dei dodici nel Paese. Il bilancio degli attacchi sul Libano da lunedì è di 217 morti e 798 feriti. La situazione è catastrofica.

Circa 100mila persone sono nei rifugi e gli sfollati sono saliti a quota 500mila ma è destinato ad aumentare in seguito agli avvertimenti «senza precedenti» di Israele che ha ordinato alla popolazione di abbandonare gran parte del Paese.


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