«In Italia cercava solo la felicità»

MONTEGRANARO «Proprio adesso che mancava poco e l’avrei potuto raggiungere. Invece devo venire in Italia per recuperare la salma e riportarlo a casa morto». Rompe il silenzio Atem, fratello di Grigorev Vladislav Sergevich, il 43enne ucciso da una fucilata il 14 marzo nelle campagne di Montegranaro. Ed è inevitabilmente distrutto dal dolore.
L’incarico
La famiglia del factotum dell’azienda agricola Le Dame, che proprio ieri avrebbe compiuto 43 anni, è riuscita a firmare tutte le pratiche e ieri dalla Russia ha dato ufficialmente mandato all’avvocato Stefano Di Filippo di seguire l’inchiesta. La procura ha infatti aperto un fascicolo su quanto accaduto in contrada Santa Maria mentre era in corso un’azione di contenimento della volpe. Attualmente è indagato per omicidio volontario Palmiero Berdini, 82 anni di Monte Urano. È dal suo fucile che è partito il colpo che ha centrato Vlad alla gola, uccidendolo all’istante. «Vlad cercava solo la felicità in Italia, ora io mi chiedo – dice Sergey Sergevich, padre del 43enne – se sia un Paese così sicuro». Il 43enne stava contribuendo economicamente e non solo (era ingegnere) a realizzare la nuova casa della famiglia. «Ora non riusciremo a finirla – continua il fratello Atem – Non riesco a non pensare a quello che è successo. È triste sapere che sarebbe stato il suo compleanno e che non potremmo festeggiarlo, così come non potremmo festeggiare i miei 30 anni. Ed è triste sapere che non potremmo più andare a fare snowboard insieme. Non avevamo tante foto insieme e sapere che adesso non potremmo farne più mi fa stare male. Senza di lui è tutto più difficile». La famiglia chiede giustizia. Il cacciatore nel suo lungo interrogatorio reso subito dopo la tragedia ha dato la sua versione dei fatti, spiegando agli inquirenti che si sarebbe trattato di un incidente e che lui non avrebbe premuto il grilletto. Stando al racconto dell’uomo il 43enne sarebbe andato a lamentarsi degli spari e del fatto che due cavalli fossero scappati. A quel punto, sempre secondo la versione dell’82enne, sarebbe scoppiata una lite e il 43enne avrebbe provato a toglierli il fucile dalle mani. È in quei frangenti che sarebbe partita la fucilata fatale. Una versione diversa, invece, è stata fornita dalla titolare dell’azienda agricola Stefania Quattrini. La donna ha raccontato che pochi minuti prima della tragedia era in videochiamata con il suo collaboratore. «Ho visto che l’uomo gli stava puntando un fucile contro. Ho fatto anche degli screenshot», ha raccontato. Poi la donna ha chiuso la chiamata per allertare i carabinieri e quando ha raggiunto il suo collaboratore, l’ha trovato steso a terra.
L’indagine
Cosa sia successo in quei minuti è materia su cui stanno lavorando gli inquirenti. Mercoledì scorso intanto si è svolta l’autopsia sul corpo del 43enne e la medico legale Alessia Romanelli si è presa 90 giorni di tempo per presentare la relazione finale. Intanto a Montegranaro sono comparsi dei nuovi cartelli di divieto di caccia, anche nel centro abitato, ma non nelle zona della tragedia.




