In Friuli Venezia Giulia calano le nuove partite Iva

Nel 2025 in Friuli Venezia Giulia sono state aperte 8.134 nuove partite Iva, 120 in meno rispetto all’anno precedente (-1,5 per cento); la variazione complessiva nazionale è, invece, leggermente positiva (+0,4 per cento). A livello territoriale solo le province di Gorizia (+4,7 per cento) e Trieste (+1,8 per cento) hanno evidenziato degli incrementi. Pordenone presenta un dato quasi invariato rispetto all’anno precedente (-14 unità), mentre la diminuzione osservata si è concentrata nella provincia di Udine (-4,9 per cento, pari a -179 aperture). In base ai dati illustrati si può anche osservare che, nell’ultimo quadriennio, informa il ricercatore dell’Ires Fvg Alessandro Russo che ha rielaborato dati Mef, la regione si è nuovamente assestata su valori in linea con quelli del periodo 2015-2019, dopo due anni eccezionali: il 2020 condizionato dalla pandemia (con appena 7.276 aperture) e il 2021 dalla anomala dinamica della provincia di Gorizia (+286 per cento, variazione dovuta esclusivamente al settore del commercio online).
Aumentano solo le aperture di società di capitali
La diminuzione registrata nel 2025 in Friuli Venezia Giulia ha riguardato tutte le forme giuridiche, a eccezione delle società di capitali (+5,7 per cento, pari a +85 unità rispetto al 2024). È stata particolarmente marcata la flessione che ha riguardato le società di persone (oltre un quinto in meno, -22,6 per cento) e anche le persone fisiche presentano una contrazione (-101, pari a -1,6 per cento). Queste ultime comprendono sia le ditte individuali, sia i lavoratori autonomi (inclusi i liberi professionisti), e costituiscono il 76 per cento del totale.
Le persone fisiche
Per quanto riguarda le persone fisiche, nel 2025 la contrazione ha interessato esclusivamente gli uomini (-4,6 per cento), mentre si registra un incremento delle aperture effettuate dalle donne (+3,2 per cento). La dinamica negativa, inoltre, ha riguardato solo le persone che rientrano nella fascia di età compresa tra 36 e 50 anni (-8,6 per cento), mentre risultano in crescita le aperture degli over 50, in linea con le dinamiche demografiche. Si può inoltre osservare che, negli ultimi anni, la quota di aperture effettuate da under 35 è tornata a crescere dopo il calo del periodo 2015-2016, superando il 50 per cento del totale nel 2025. Tale andamento è stato favorito dalla possibilità di aderire al regime forfetario che, a livello nazionale (il dato non è disponibile per le regioni), riguarda quasi la metà delle nuove aperture. Sempre nell’ambito delle sole persone fisiche, si può osservare che un quarto delle nuove partite Iva è stato avviato da un soggetto nato all’estero (1.546 su 6.178), in prevalenza in un Paese europeo non comunitario (504 aperture, 79 in meno rispetto al 2024). Tra le diverse provenienze, si può notare che aumentano solo le aperture effettuate da persone nate nel continente americano (+8,5 per cento, pari a +15 unità).
Le tendenze settoriali
Relativamente all’analisi per settore produttivo occorre considerare che, a partire dal primo gennaio 2025, è entrata in vigore la nuova classificazione delle attività economiche Ateco2025; uno dei comparti che ha subito i maggiori cambiamenti è stato quello del commercio. Per questo motivo occorre una certa cautela nel confronto con i dati del 2024. Il settore delle attività professionali scientifiche e tecniche si conferma quello in cui più frequentemente prendono avvio i percorsi di lavoro autonomo o imprenditoriale (1.540 nel 2025 in regione, pari a quasi un quinto del totale); il comparto comprende sia le libere professioni (notai, avvocati, commercialisti, ingegneri, architetti, e altro), sia quelle attività non regolamentate da ordini professionali (pubbliche relazioni e comunicazione, consulenza gestionale, collaudi e analisi tecniche, pubblicità e ricerche di mercato). Rispetto al 2024 si rileva una contrazione nelle costruzioni (-15,6 per cento), probabilmente connessa al ridimensionamento degli incentivi fiscali degli anni precedenti. Anche l’agricoltura presenta una netta flessione (-16,5 per cento), proseguendo una tendenza negativa iniziata nel 2022 (con un crollo del -32,2 per cento in un solo anno), toccando il valore minimo dal 2011 (quando erano più del doppio) a oggi. Da segnalare, infine, il numero elevato di aperture di nuove partite Iva nell’ambito dell’istruzione nell’ultimo triennio 2023-2025 (costantemente sopra le 300 unità).
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