In Francia (quasi) vietati i social agli under 15. In Italia proposta ferma al palo
Fumata bianca a Parigi: riuniti in commissione mista paritaria (Cmp), sette deputati e sette senatori francesi hanno raggiunto un compromesso sui contenuti della proposta di legge per la tutela dei minori sul web, in particolare, per il divieto dei social agli under 15.
Un passo, scrive il giornale Le Figaro rivelando il voto positivo della Cmp, che apre la via a un voto definitivo del Parlamento francese già da domani. L’obiettivo dell’attuale amministrazione del presidente, Emmanuel Macron, che vuole fortemente portare a casa questa riforma prima della fine del suo mandato all’Eliseo, è andare veloci, con un’attuazione già dalla riapertura delle scuole, a settembre, insieme all’altra attesa disposizione sul divieto degli smartphone a scuola.
Macron, che si è impegnato personalmente su questo dossier, promette di rispettare le scadenze: la Francia potrebbe così diventare pioniera Ue sulla restrizione delle piattaforme on-line. In Italia, una simile iniziativa bipartisan viene promossa da tempo dalle parlamentari Lavinia Mennuni e Marianna Madia, ma risulta ancora ferma.
Macron punta alla costituzione di una vera e propria «coalizione di volonterosi per proteggere i nostri bambini e adolescenti. Proteggere i nostri bambini – ha avvertito nei mesi scorsi il presidente della Francia – non è solo una questione di regolamentazione: è una questione di civiltà».
In Italia
«Nei giorni scorsi la Commissione europea ha chiarito come il design di alcuni social sia impostato per creare dipendenza nei giovani: di fronte a queste evidenze – sottolinea Andrea Cangini, direttore dell’Osservatorio Carta, Penna, Digitale della Fondazione Luigi Einaudi – auspichiamo che il Parlamento discuta approfonditamente il disegno di legge bipartisan Mennuni-Madia che prevede un limite di età per l’accesso ai social media».
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