In febbraio Parigi vale sempre una fuga
Un tempo erano le poesie di Jacques Prévert, poi agli inizi degli anni ’90 arrivò il film Gli amanti del Pont-Neuf girato da Leos Carax e in mezzo la canzone Je t’aime… moi non plus, cantata originariamente in coppia da Serge Gainsbourg e Brigitte Bardot a consolidare il mito di Parigi quale città più romantica in cui viaggiare d’inverno. Quando si approssima il giorno di San Valentino, in particolare, ecco che la Ville Lumière con le sue luci, appunto, e i suoi ponti, i bateaux mouches sui quali montare all’ultimo istante prima che salpino tenendo pronta una bottiglia di champagne celata nella tasca della giacca per brindare sulla Senna rappresenta un richiamo irresistibile da sempre per gli innamorati italiani. Si può partire anche all’ultimo momento a bordo di un treno diretto da Milano e Torino, leggendo magari durante il viaggio, per entrare in anticipo nell’atmosfera della capitale francese, il libro intitolato Giornale di uno straniero a Parigi in cui Curzio Malaparte scrive: «È la sola gentilezza rimasta in Europa, ormai, la gentilezza del popolo parigino della Rive Gauche, la gentilezza e la dolcezza di queste voci dolci, e delle foglie nuove. Un cielo un po’ increspato laggiù, verso la cupola degli Invalides, verso quel dolce ondeggiare nel cielo…”.
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