In Basilicata cresce l’indigenza – Il Quotidiano del Sud
Secondo l’Istat, in Basilicata aumenta indigenza e la grave deprivazione materiale: un lucano su quattro resta a rischio povertà o esclusione sociale
Cresce in Basilicata il numero di persone che vive in condizione di grave deprivazione materiale. È un rapporto in chiaroscuro per la Basilicata quello sulle condizioni di vita e reddito delle famiglie dell’Istat: da un lato lo studio registra una flessione, seppur timida, degli indicatori di rischi di povertà monetaria e una ripresa della partecipazione al mercato del lavoro, dall’altro invece dal rapporto viene fuori un profilo allarmante in quanto aumenta la percentuale di cittadini in condizioni di grave deprivazione materiale.
INDIGENZA IN BASILICATA, I NUMERI SECONDO L’ISTAT
I numeri sono chiari: la Basilicata secondo l’Istat chiude il 2025 con un indice di rischio povertà o esclusione sociale pari al 25,1%. Si tratta di un lievissimo miglioramento rispetto al 25,4% che era stato rilevato nel 2024, ma la sostanza non cambia: un cittadino su quattro in regione vive in una condizione di vulnerabilità economica o sociale.
INDICE POVERTÀ, IL DATO IN CALABRIA
La regione che riporta il più alto indice di povertà o esclusione sociale d’Italia è la Calabria, che tocca quota 45,3: la regione con il dato più basso, 5,6, è invece la Valle d’Aosta. Il rischio di povertà inteso in senso stretto, cioè legato al reddito, è invece sceso in Basilicata dal 23,6% del 2024 al 21,9% del 2025. Un altro dato incoraggiante arriva dall’indicatore sulla bassa intensità lavorativa, un indicatore che misura la quota di persone che vivono in famiglie al cui interno i componenti hanno lavorato meno di un quinto del loro potenziale.
L’INDICE IN BASILICATA
In Basilicata questo indice è crollato dal 9,9% del 2024 al 6,5% del 2025: in pratica significa che più persone hanno trovato un’occupazione o hanno lavorato, magari pure con maggiore continuità. Ma le belle finizie per i lucani finiscono qui: infatti il dato sulla grave deprivazione materiale e sociale è l’unico a mostrare un peggioramento significativo, passando dal 3,0% del 2024 al 4,5% del 2025. In sintesi, si può dire che la Basilicata del 2025 appaia, secondo l’Istat, come una regione che prova a reagire alla crisi attraverso il lavoro, ma che fatica a uscire dalle secche della marginalità e dove una fetta più ampia di lucani non riesce a soddisfare bisogni essenziali.
INDIGENZA, RISCHIO POVERTÀ, ESCLUSIONE SOCIALE
Più in generale in rapporto spiega che in Italia nel 2025 la popolazione a rischio di povertà o esclusione sociale («chi si trova cioè in almeno una delle tre seguenti condizioni: a rischio di povertà, in grave deprivazione materiale e sociale oppure a bassa intensità di lavoro», specifica l’Istat) scende al 22,6% (nel 2024 era infatti il 23,1%), per un totale di circa 13 milioni e 265mila persone.
LE DINAMICHE IN BASILICATA
Rispetto all’anno precedente, la quota di individui a rischio di povertà rimane stabile (18,6% rispetto a 18,9%), mentre diminuisce quella di individui che vivono in famiglie a bassa intensità di lavoro (8,2% e 9,2%) e aumenta, come nella dinamica della Basilicata, la quota di cittadini che si trovano in condizione di grave deprivazione materiale e sociale (5,2% e 4,6%). Lo studio rileva inoltre che «il Nord-est si conferma la ripartizione con la minore incidenza di rischio di povertà o esclusione sociale (11,3%, era 11,2% nel 2024), mentre il Mezzogiorno quella con la più alta (38,4%, era 39,2% nel 2024)».
L’INDIGENZA DIMINUISCE PER CHI VIVE IN COPPIA SENZA FIGLI
Nel 2025 l’incidenza del rischio di povertà o esclusione sociale è più bassa per chi vive in coppia senza figli, in particolare per le coppie giovani con persona di riferimento con meno di 65 anni (16%), e più alta per i monogenitori (31,6%), le coppie con tre o più figli (30,6%) e persone sole (28,6% se con meno di 65 anni, 29,6% se ultrasessantaquattrenni).
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