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In attesa del derby scudetto vince anche il Milan. All’Olimpico la Juventus rimonta la Roma: 3-3

A 11 giornate dalla fine, lo snodo degli snodi – il prossimo 8 marzo – è quello del derby di Milano. Una sfida che conserva il suo fascino, anche se i punti di distacco sono dieci. Un netto distacco che, senza clamorosi ribaltoni, dovrebbe tranquillizzare l’Inter, anche se, come ben sa, nei derby l’imprevisto è sempre dietro l’angolo. In questo turno, tutto è andato come previsto: l’Inter, battendo in scioltezza il Genoa, ha rapidamente archiviato i cattivi pensieri per l’eliminazione dalla Champions. Non era scontato, perché in casa nerazzurra, l’uscita dall’Europa, può ancora diventare un pericoloso nervo scoperto come ha confermato Chivu con le sue piccate dichiarazioni contro i critici (“a noi i meriti non sono mai dati”). Frasi dal sen fuggite forse dette più per ricompattare la truppa che per vera convinzione. Un po’ come quelle di Leao che in versione capopopolo ai compagni dice: “Il derby è questione di vita e di morte. Ai miei chiedo di prenderla sul personale”. Meglio che qualche dirigente rossonero faccia notare al buon Leao che, soprattutto in questo periodo, non è il caso, per una partita di calcio, di tirare in ballo la vita e la morte.

A proposito del Milan, siamo al solito paradosso: pur vincendo a Cremona, e conservando saldamente il secondo posto a quota 57 punti (gli stessi che per la cronaca aveva dopo 27 giornate il Napoli dell’ultimo scudetto), il Diavolo dà spesso l’impressione di essere arrivato in alto per caso. Con quel gioco alla Max Allegri, che non sai mai se è per vera convinzione o per scelta obbligata dovuta alle scarse risorse di una panchina più corta di quella interista. Un Milan che vince ma non convince sbagliando spesso troppi gol e rischiando così di farsi sorprendere in difesa come nel ko casalingo con il Parma. Eppure, nonostante i tanti punti buttati via con le piccole, il Milan è l’unica squadra, al momento, che riesce ancora a inquietare l’Inter. Un suo successo potrebbe infatti incrinare qualche certezza alla squadra di Chivu, finora tetragona alle pressioni esterne. Un’ Inter più nazionale che Internazionale che però, prima del derby, dovrà vedersela con il Como nella semifinale di Coppa Italia. Dietro al Milan, intanto, si accende la corsa all’Eurozona. Il Napoli, terzo a 53 punti, pur non brillando con il Verona, ritrova dopo tanti mesi Lukaku. La Roma, quarta a quota 51, pareggiando con la Juve perde invece una grande occasione per agguantare lo stesso Napoli. Dietro incalzano il Como (48) e la Juventus (47) ricompattata dopo il pareggio in extremis all’olimpico

Inter-Genoa 2-0. Dimenticare subito la Champions. L’Inter ci è riuscita liberandosi dei rossoblù con il minimo sforzo e il massimo risultato. In campionato la squadra di Chivu è irresistibile, soprattutto se chi l’affronta le permette di fare bene quello che sa fare. Ma è inutile dare colpe al Genoa, formazione i cui valori sono troppo differenti rispetto ai padroni di casa all’ottava vittoria consecutiva, la quattordicesima nelle ultime quindici giornate. I nerazzurri, anche quando sono senza Lautaro e con un Thuram in versione spettrale, possono contare su degli automatismi formidabili e sulla straordinaria forma di Federico Dimarco, ormai vero leader di questo gruppo con 6 gol e 15 assist all’attivo. Contro il Genoa, Dimarco, vedendo che dopo una mezz’oretta il risultato non si sbloccava, ha tirato fuori dal suo cilindro una perla di rara bellezza centrando al volo, con il sinistro, l’angolino opposto. Nella ripresa, quando il Genoa, alza la testa, arriva il 2-0 grazie a un rigore provocato da un maldestro fallo di mano di Amorin. Il penalty lo batte Calhanoglu con la sua consueta freddezza confermando di essere in ripresa dopo l’infortunio. Il bicchiere mezzo vuoto viene da Sonny (problemi al polpaccio destro). L’unico punto dolente è quindi proprio l’attacco: In attesa di Lautaro ( e che Thuram ritorni almeno alla normalità), l’unico che dà qualche garanzia è Pio Esposito, peraltro non brillantissimo neppure lui.

Cremonese-Milan 0-2 I rossoneri tornano a 10 punti dall’Inter: ma quante complicazioni! Per vincere e cancellare la sconfitta con il Parma, fanno davvero troppa fatica. Dopo aver divorato 4-5 gol, riescono vincere al 90’ con una inzuccata di Pavlovic che, sfruttando una carambola con De Winter, devia in rete un cross dell’inossidabile Modric. Il 2-0 finale viene arrotondato in pieno recupero da Leao in contropiede. Il punteggio non tragga in inganno. Anche la Cremonese, ha avuto le sue brave occasioni. Il Milan di più, certo, ma la vera differenza, con l’Inter, è che i nerazzurri in campionato hanno una grande facilità ad andare in gol, non solo con gli attaccanti, mentre i rossoneri non riescono a concretizzare quanto producono. In parte perché Leao e Pulisic non rendono secondo le loro qualità, in parte perché il Milan, giocando a ritmi bassi, permette all’avversario di riorganizzarsi. Nel primo caso c’è un problema di imprecisione dovuta a scarsa condizione, nel secondo un gioco poco aggressivo — poi colpire di rimessa – che è una specialità della casa. Al festival degli sprechi, partecipa anche Fullkrug, un altro attaccante che dopo un buon esordio, sembra aver smarrito la via del gol. Quando entra dà più peso all’attacco, però non segna. Alla fine, pur giocando a scartamento ridotto, il più prolifico resta Leao (9 reti), spesso impegnato in un ruolo non suo. Altre note a margine: un infortunio a Bartesaghi da valutare e, in chiave derby, il fatto che nessuno dei diffidati sia stato ammonito

Roma-Juventus 3-3. sfida al calor bianco, quella all’Olimpico. Con sei gol e un punto a testa che scontenta soprattutto la Roma raggiunta al 93’ da un ultimo guizzo di Gatti (appena entrato) che fissa sul definitivo pareggio lo scontro diretto tra due rivali per l’Eurozona. Un pareggio in extremis che dà ossigeno ai bianconeri e suona come una beffa per i giallorossi che, fino a 11 minuti dalla fine, erano in vantaggio di due gol. La Roma resta quarta (51 punti) ma la Juve, sesta, si mantiene a -4 dal quarto posto potendo contare su un calendario più favorevole. La squadra di Gasperini, in pochi minuti, si è vista sfumare una vittoria che, troppo superficialmente, aveva già pregustato. Meglio Madama che, reduce dai 120 minuti con il Galatasaray, trova forza e volontà per risalire la corrente quando ormai tutto sembrava perduto. Per Gasperini un’occasione buttata via. Per il tecnico bianconero un bel riscatto dopo l’eliminazione dalla Champions e la consapevolezza che, con qualche correttivo, un posto in Europa è ancora alla sua portata. All’iniziale vantaggio di Wesley, c’è stata la risposta di Conceicao con una splendida mezza rovesciata all’incrocio. Poi Ndicka e Malen portano sul momentaneo 3-1 i giallorossi. Boga e Gatti, subentrati entrambi dalla panchina, regalano un punto prezioso a Spalletti fissando sul 3-3 il risultato finale.


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