«In Alto Adige solo un occupato su 5 accetterebbe 45 minuti di viaggio per andare al lavoro» – Cronaca
BOLZANO. Il 73% dei lavoratori dipendenti altoatesini raggiunge il proprio posto di lavoro entro 30 minuti ed il 63% percepisce il tragitto come poco o per nulla gravoso. In caso di cambio di impiego emerge però un limite chiaro: solo una persona su cinque sarebbe disposta ad accettare un tempo di percorrenza di 45 minuti. Lo rileva l’edizione invernale 2025/2026 del Barometro Ipl.
Lo studio dell’Istituto promozione lavoratori mostra che i lavoratori altoatesini beneficiano in larga misura di tragitti brevi: il 42% impiega infatti meno di 15 minuti per raggiungere il posto di lavoro e complessivamente il 73% arriva a destinazione nell’arco di mezz’ora. Solo il 21% impiega tra i 30 e i 44 minuti e appena il 6% necessita di 45 minuti o più (sempre per una singola tratta). I tragitti più brevi si riscontrano tra i lavoratori dell’agricoltura e del settore alberghiero, tra chi lavora part-time e tra i lavoratori con più di 50 anni.
La disponibilità ad accettare tempi di percorrenza più lunghi è limitata: in caso di cambio di lavoro, il 57% dei lavoratori altoatesini sarebbe disposto ad accettare 30 minuti di viaggio; la soglia di tolleranza scende quindi al 19% in caso di percorrenza di 45 minuti e al 15% nel caso ci volesse un’ora; un tragitto di una durata superiore ai 60 minuti sarebbe invece accettabile solo per il 9% degli intervistati.
“Il fatto che in Alto Adige la maggior parte dei lavoratori riesca a raggiungere il posto di lavoro in tempi contenuti è un elemento positivo che va difeso – commenta il presidente dell’Ipl, Stefano Mellarini – Non possiamo però darlo per scontato: servono serie politiche pubbliche sulla mobilità, investimenti nel trasporto pubblico e, ove possibile, un maggiore utilizzo del lavoro agile. Ridurre i tempi di spostamento significa migliorare la qualità della vita, tutelare la salute dei lavoratori e salvaguardare l’ambiente. Si tratta di una responsabilità che riguarda istituzioni, datori di lavoro e parti sociali”.




