Trentino Alto Adige/Suedtirol

In Alto Adige con 1.500 euro al mese si è poveri – Cronaca



BOLZANO. «In Alto Adige chi guadagna 1.500 euro al mese è povero e non riesce a pagarsi l’affitto». Beatrix Mairhofer, direttrice di Caritas, chiede di non voltarsi dall’altra parte, perché la povertà non sempre è visibile: «Attenzione, non crediate che sia solo quella di chi dorme in strada. Dall’inizio dell’anno abbiamo già pagato più di 66.000 euro per saldare arretrati tra affitti, spese condominiali e bollette di luce e gas. Grazie a chi ci ha dato una mano ed a chi continuerà a farlo». Danilo Tucconi, responsabile dell’area “Senzatetto e senza fissa dimora” dice che c’è un postino, arrivato da un’altra regione d’Italia, che dorme in macchina. «Qui ha trovato lavoro, è vero, ma non un tetto. A fine mese gli scade il contratto non sono certo che continuerà a restare qui. E aumentano sempre più i giovani nelle sue condizioni». Lo hanno appena detto anche Luca Merlino e Giovanni Vultaggio, rispettivamente presidente e direttore del Banco Alimentare regionale: «Crescono i ragazzi arrivati a Bolzano che hanno risposto ad annunci di lavoro per ricerca personale in attività commerciali della zona, che con il loro stipendio non riescono a tirare avanti».

Redditi bassi

«Spesso – riprende Mairhofer – non trovano un alloggio accessibile o faticano a mantenere quello che hanno lavoratori con redditi bassi da 1.400/1.500 euro al mese, genitori single, anziani o giovani senza famiglie alle spalle in grado di dare una mano. Le cause? Molteplici. Affitti alle stelle, spese di condominio, bollette ecc. In questa terra mancano alloggi anche se ne abbiamo 17 mila di sfitti in tutta la provincia e poi ci sono quelli destinati agli affitti brevi. Su quest’ultimo punto la politica ha sbagliato tanto, Ha fatto passi indietro, non bastano».

Affitti impossibili

Dall’inizio dell’anno Caritas ha già pagato più di 66.000 euro per saldare arretrati tra affitti, spese condominiali e bollette di luce e gas. Succede perchè le spese sono inaffrontabili. Bolzano come tutta la provincia “soffre” di affitti impossibili fino a 15,55 euro al metro, che si traducono in più di 1.000 euro al mese per 70 metri. Petra Priller, responsabile Consulenza debiti dice che il reddito medio di chi si rivolge a Caritas per un aiuto è di circa 1.500 euro a persona, o 1.680 euro a famiglia. Se l’affitto medio supera i 700 euro al mese resta un miraggio l’obiettivo di destinare al massimo il 30% del reddito alla casa.«Quasi un terzo di chi ci chiede aiuto (173 su un totale di 560 persone seguite fino a fine settembre) lo fa perchè non riesce più a pagare l’affitto o in generale i costi della casa. L’ammontare medio dei debiti legati all’abitazione è di circa 4.875 euro a persona e le richieste di pagamento per affitti arretrati superano gli 843.000 euro (415.000 euro dovuti a privati e 390.000 all’Ipes). Grazie a trattative mirate con i creditori e, quando necessario, ad un aiuto economico, siamo riusciti a evitare lo sfratto in 43 casi».

Sempre più donne in difficoltà

Caritas non offre solo consulenza e sostegno economico a chi è in difficoltà abitativa, ma anche strutture residenziali: l’anno scorso sono state accolte oltre 1.000 persone. «Tra queste, contiamo oltre 800 persone senza tetto, più di 190 richiedenti asilo, 30 ex detenuti e 21 persone sieropositive», spiega Danilo Tucconi. Che segnala, in particolare, l’aumento delle donne ospitate: molte sono madri sole che, senza un’adeguata assistenza per i figli, non riescono a ottenere un lavoro dignitoso che permetta loro di mantenere una casa.

Volontariato e donazioni

Brigitte Hofmann, responsabile del servizio Caritas parrocchiali e volontariato dice che i volontari offrono il loro aiuto dove serve, nelle strutture e nei vari servizi della Caritas, così come nelle parrocchie.«Attraverso guardaroba solidali, la distribuzione di generi alimentari, mediazione linguistica e sensibilizzazione, ma anche in caso di problemi abitativi». Caritas ringrazia chi sostiene il suo lavoro con le donazioni. «Senza questa grande solidarietà a tutti i livelli non potremmo garantire molti dei servizi che offriamo alle persone in difficoltà», riprende Mairhofer. È possibile sostenere il lavoro della Caritas e la campagna «La povertà è più vicina di quanto pensi” con una donazione durante la raccolta in chiesa nella Domenica della Carità oppure tramite bonifico bancario con la causale “Caritas”. Sul sito dell’associazione ci sono tutti gli estremi bancari,




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