In Alto Adige adottati 27 bambini nel 2023: sostegno e nuove regole per le famiglie – Cronaca
BOLZANO. Nel 2023, 27 bambini e bambine in Alto Adige hanno trovato una nuova famiglia attraverso l’adozione. Dietro questi numeri ci sono scelte consapevoli, percorsi complessi e una rete di sostegno sempre più strutturata.
Il tema è stato al centro della conferenza stampa di oggi, 6 novembre, con l’assessora provinciale alla Coesione sociale Rosmarie Pamer, la direttrice dell’Ufficio per la Tutela dei minori e l’inclusione sociale Astrid Wiest, Silvia Vidale del Servizio Adozioni Alto Adige e il presidente del Tribunale per i Minorenni di Bolzano, Benno Baumgartner.
«Un’adozione comporta grande responsabilità e richiede una solida rete di sostegno – ha detto Pamer –. Ogni minore ha diritto di crescere nella propria famiglia; quando ciò non è possibile, dobbiamo garantirgli un ambiente sicuro e sereno». La Provincia sostiene in ogni fase il percorso adottivo, affiancando servizi e associazioni come l’Associazione Genitori Adottivi e Affidatari Altoatesini e gli enti per le adozioni internazionali.
Dal 2013 il Servizio Adozioni Alto Adige, gestito dall’Azienda Servizi sociali di Bolzano, accompagna coppie e single con consulenza gratuita, formazione e un centro specialistico per il supporto post-adozione. «L’adozione evolve con la società – ha spiegato Vidale –. Puntiamo sull’equiparazione delle famiglie adottive e sull’inclusione, anche con iniziative come Bookstart».
Tra le novità, il recente adeguamento delle prestazioni familiari provinciali: per le adozioni internazionali decorrono ora dall’autorizzazione all’ingresso del minore, non più dalla sentenza.
Sul piano giuridico, Baumgartner ha ricordato il calo nazionale delle adozioni, oggi 500-600 l’anno contro le 4.000 del passato, ma anche i nuovi diritti per single e coppie non sposate. Restano limiti per le unioni registrate, ancora escluse dall’adozione internazionale.




