Imprese e investimenti digitali: Umbria sotto la media italiana per 13 indicatori

di Chia.Fa.
Imprese umbre lontano dallo standard italiano per intensità di investimenti nel digitale. A dirlo è la Camera di Commercio, che quantifica in -9,7 per cento il gap regionale rispetto al resto del paese sulla scorta di un indicatore di intensità degli investimenti nel digitale costruito prendendo in considerazione 13 voci complessive: cinque tecnologiche, quattro organizzative e tre che riguardano i modelli di business. In questo quadro, il presidente Giorgio Mencaroni sottolinea che «le imprese umbre non sono ferme, ma devono fare un salto di qualità: non basta – è il messaggio – far crescere il numero di aziende che investono nel digitale, ma occorre dare profondità a questi investimenti, affinché cambino davvero l’organizzazione dell’impresa».
In particolare, secondo l’analisi della Camera di Commercio «il ritardo dell’Umbria non è confinato a un singolo segmento», poiché in nessuno dei 13 indicatori le regione esprime performance migliori di quelle medie italiane. Ci sono poi, ed è inevitabile, delle rilevazioni in cui l’Umbria soffre in particolare modo. L’ente camerale ne indica tre: sul fronte tecnologico il gap è forte per gli investimenti in «realtà aumentata e virtuale a supporto dei processi produttivi», su cui ha scommesso il 15 per cento delle imprese umbre contro il 21 per cento di quelle italiane; sull’asse che riguarda l’organizzazione, poi, le imprese della regione sono indietro «nell’adozione di strumenti di lavoro agile», previsti nel 22 per cento delle aziende umbre contro il 27 per cento di quelle nazionali; infine, sui modelli di business lo scarto più pesante tocca «l’utilizzo dei big data per analizzare i mercati», in cui credono con investimenti il 17 per cento delle imprese umbre contro il 20 per cento di quelle italiane.
L’ente camerale, comunque, segnale che l’unico segmento in cui si riesce a eguagliare la performance nazionale è quello della «sicurezza informatica», ma il risultato non è delle imprese umbre, bensì di quelle che operano nella sola provincia di Terni, dove come nel resto d’Italia la quota di aziende che ha investito in sicurezza informatica è del 39 per cento. Per il resto, anche a livello provinciale, sia Perugia che Terni sono su tutte le voci al di sotto della media italiana.
Meno organica la rilevazione sulla «diffusione degli investimenti digitali» tra le imprese umbre attive nel 2025, che erano 77.777 e di queste una quota pari al 67,6 per cento ne ha effettivamente compiuti, a fronte del 71,8 per cento medio italiano. In altre parole, segnalano dalla Camera di Commercio dell’Umbria, «per allinearsi al dato nazionale, mancano investimenti nel digitale in circa 3.500 imprese umbre attive». Sul punto, poi, viene fotografa la performance delle imprese della regione che hanno investito nel digitale nel triennio 2023-2025, segnalando che l’Umbria è passata dal 66 per cento del 2023 al 67,6 per cento del 2025, mentre il resto del Paese dal 66,2 per cento di partenza si è schizzati al 71,8 per cento. Ergo: «Un divario tra Umbria e Italia che nel 2023 era quasi nullo, attestandosi ad appena -0,3 per cento, è diventato del -5,8 per cento nell’arco di tre anni». Tuttavia, dell’ente camerale segnalano «il passaggio decisivo del 2024, quando la quota d’imprese attive con investimenti nel digitale è scesa dal 66 per cento del 2023 al 61,7 per cento del 2024, mentre nel resto del Paese non si è registrata una contrazione analoga, ma solo un rallentamento della crescita».
«È su questi temi che si gioca la competitività dei prossimi anni», ha concluso Mencaroni, sostenendo che l’ente camerale umbro «insiste da tempo sul punto, insieme a quello della transizione ecologica, perché oggi crescita e innovazione camminano insieme». Nel merito dei dati emersi con l’analisi, il presidente dice che «il 2025 mostra un recupero, ma anche una distanza da colmare con rapidità, visione e scelte concrete. La sfida – conclude – è trasformare il ritardo in un’occasione di modernizzazione diffusa del sistema produttivo umbro».
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