imprenditore denunciato dai finanzieri di Porto Recanati

PORTO RECANATI Scoperta una frode fiscale e contributiva per oltre 2,3 milioni di euro incentrata sulla somministrazione illecita di manodopera, 490 lavoratori impiegati illegalmente e un imprenditore denunciato. È questo il bilancio della recente indagine condotta dai finanzieri della Tenenza di Porto Recanati.
I dettagli
I militari delle Fiamme gialle, impegnati in un’attività di contrasto alle frodi fiscali e all’illegalità economico-finanziaria, hanno concluso una complessa ed articolata indagine nei confronti di una ditta individuale che opera nell’ambito di “altre attività di consulenza amministrativa”.
L’inchiesta ha permesso di ricostruire la reale posizione fiscale dell’imprenditore risultato essere, attraverso la propria ditta, un semplice filtro all’interno di un più articolato sistema fraudolento di somministrazione illecita di manodopera e di emissione di fatture false. L’attività svolta dalla Tenenza nasce da una precedente indagine dei finanzieri della Compagnia della Guardia di finanza di Civitanova che, nel 2024, aveva a sua volta scoperto un sistema di frode fiscale e contributiva, sempre connessa a fenomeni di somministrazione illecita di manodopera, per oltre 1,7 milioni di euro denunciando i titolari di tre ditte individuali coinvolte e ponendo sotto sequestro 11 auto e disponibilità finanziarie giacenti sui conti correnti degli indagati. Dagli ulteriori approfondimenti svolti è emerso che i lavoratori dipendenti, successivamente alla formale assunzione, venivano sistematicamente distaccati in molteplici attività commerciali che operano nel settore turistico-alberghiero e di food and beverage, attraverso la fittizia intermediazione di un’altra impresa individuale nei cui confronti la Compagnia di Civitanova aveva svolto in precedenza una mirata attività ispettiva.
Le operazioni svolte hanno così permesso di individuare 490 lavoratori irregolari. Non solo. Per i finanzieri sarebbero state emesse fatture per operazioni oggettivamente inesistenti per oltre 1,3 milioni di euro accertando anche il mancato versamento di ritenute fiscali e previdenziali per oltre un milione di euro, violazioni in materia di Iva per oltre 220mila euro, nonché la mancata presentazione delle dichiarazioni annuali dei redditi, Iva e di sostituto d’imposta.
Le conseguenze
Il responsabile è stato denunciato alla Procura di Macerata per i reati di emissione di fatture per operazioni inesistenti, omessa dichiarazione, somministrazione illecita di manodopera ed omesso versamento di contributi previdenziali.
«Il servizio svolto – sottolinea la Guardia di finanza -, inserito in un più ampio contesto di controllo economico-finanziario del territorio e di tutela della legalità, testimonia l’incessante presidio posto in essere dalla Guardia di finanza, finalizzato a rafforzare il rapporto di fiducia tra i cittadini e lo Stato, evitando disparità a danno dei lavoratori e delle fasce sociali più deboli».




