Lazio

impianti crematori, la Giunta approva il Piano

La Regione Lazio mette ordine in un settore finora privo di una regia unitaria. Con il via libera della Giunta guidata da Francesco Rocca nasce il primo Piano regionale dedicato al coordinamento degli impianti crematori, uno strumento destinato a fissare regole precise e uniformi su tutto il territorio.

Il provvedimento, illustrato dall’assessora all’Ambiente Elena Palazzo, segna un cambio di passo nella gestione del settore: per la prima volta vengono stabiliti criteri tecnici dettagliati per la realizzazione degli impianti, insieme a limiti stringenti sulle emissioni e a sistemi di controllo pensati per garantire standard ambientali elevati e una maggiore tutela della salute pubblica.

Alla base del Piano c’è un’analisi aggiornata del fabbisogno regionale, elaborata in collaborazione con ARPA Lazio. Il dato che emerge è chiaro: il Lazio, allo stato attuale, dispone già di una rete di impianti sufficiente a rispondere alla domanda. Una fotografia che ha orientato la scelta politica verso una linea prudente.

Nessuna nuova costruzione, dunque, se non in presenza di un aumento concreto delle richieste che gli impianti esistenti non siano in grado di assorbire.

Una decisione che tiene conto anche della natura stessa dei forni crematori, classificati come industrie insalubri di prima classe, e quindi soggetti a particolari cautele.

immagine di repertorio

«Abbiamo scelto un approccio fondato sui dati e sulla responsabilità», spiega Palazzo, sottolineando come l’obiettivo sia quello di garantire una gestione sostenibile dell’esistente senza compromettere la salute dei cittadini e l’equilibrio del territorio.

Il Piano, aggiunge, introduce finalmente «regole chiare e standard rigorosi», offrendo alla Regione uno strumento di programmazione stabile e trasparente.

L’iter, però, non è ancora concluso. Il documento sarà pubblicato sul sito istituzionale della Regione per trenta giorni, periodo durante il quale cittadini e soggetti interessati potranno presentare osservazioni. Solo successivamente approderà in Consiglio regionale per il via libera definitivo.

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