Economia

Imballaggi, aumenta la trasparenza con le etichette ambientali: sono sul 78,6% delle unità vendute


Cresce l’etichettatura ambientale sugli imballaggi dei prodotti di largo consumo, con le imprese che sempre più decidono di dare ai consumatori indicazioni sui materiali e sulle modalità di raccolta differenziata. Un fenomeno che viaggia però a diverse velocità a seconda delle referenze, come spiega l’Osservatorio IdentiPack di Conai e GS1 Italy, che ne analizza l’andamento tra ipermercati, supermercati e canale del libero servizio. Da luglio 2024 a giugno 2025, il 55,2% delle referenze grocery in vendita in questi canali riporta in etichetta la codifica identificativa del materiale di composizione del packaging, come previsto dalla Decisione 129/97/CE. Si tratta di 82.306 prodotti, in crescita di 3,1 punti sull’anno precedente. Guardando ai volumi, oltre 21,5 miliardi di confezioni acquistate dagli italiani riportano questa informazione, pari al 78,6% delle unità vendute, con un incremento dell’1,8 sempre su base annua. Il comparto del freddo si conferma il più virtuoso (67,2% delle referenze), seguito da carni (61,3%), fresco (61,2%) e drogheria alimentare (60,4%). Restano invece sotto la media bevande (38,8%), petcare (41,7%) e cura persona (47,5%).

Ancora più diffusa è la presenza in etichetta delle indicazioni sulla tipologia di imballaggio e sul corretto conferimento in raccolta differenziata. Queste informazioni sono presenti sul 62,1% dei prodotti a scaffale (92.474 referenze) e su oltre 22,8 miliardi di confezioni vendute, ovvero l’83,6% del totale grocery, con un’incidenza del +2,2% sempre su base annua per numero di prodotti e di +1,2 punti per confezioni vendute. I reparti più avanzati sono freddo (83,9%), fresco (75,6%) e carni (73,8%). Più contenuta la presenza di marchi e dichiarazioni ambientali volontarie, riportate dall’8,9% delle referenze e dall’11,5% delle confezioni vendute (oltre 3,1 miliardi di unità). In questo ambito si distinguono cura persona, cura casa, drogheria alimentare e freddo, mentre ittico e petcare sono fanalini di coda. Ancora marginale la comunicazione sulla certificazione di compostabilità del packaging, anche per il numero di pack che rientrano in questa tipologia di soluzioni: lo 0,2% dei prodotti a scaffale venduti riporta questa informazione, come l’anno precedente. Solo il 3,6% dei prodotti invita i consumatori a consultare online le informazioni ambientali, quota che scende al 3,2% se si guardano le confezioni vendute (883 milioni), in lieve calo rispetto all’anno precedente. Il cura casa resta il comparto più avanzato su questo fronte (28,1%).


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