Marche

Ilaria Maiorano uccisa e massacrata davanti alle figlie nella casa di Padiglione di Osimo. Pena definitiva al marito: ergastolo


OSIMO Niente più appelli, la condanna è definitiva. La Corte di Cassazione ha confermato l’ergastolo a Tarik El Ghaddassi, il 45enne marocchino accusato di aver massacrato di botte la moglie, Ilaria Maiorano, la notte dell’11 ottobre del 2022, nella loro casa di Padiglione di Osimo. Il massacro era, almeno in parte, avvenuto davanti alle figliolette della coppia, che all’epoca avevano 5 e 8 anni.

Le aggravanti

Proprio l’aver commesso il delitto in presenza delle figlie rappresentava una delle aggravanti (tutte riconosciute) dell’omicidio.

C’erano anche i maltrattamenti e la crudeltà tra le contestazioni affibbiate al 45enne. All’epoca, lui si trovava in detenzione domiciliare per scontare una condanna per violenza sessuale (perpetrata su un’altra donna). L’aggressione sarebbe nata in salotto, all’apice di un litigio per gelosia, per poi continuare in una delle camere.

Era stato uno choc emorragico a strappare alla vita la 41enne, colpita con calci e pugni, ma anche con il pezzo di una porta e una sedia di plastica. Una lenta agonia l’aveva portata verso il decesso. Gli schizzi di sangue erano stati rilevanti praticamente ovunque, anche sul soffitto dell’abitazione.

Il movente

Il marocchino, sempre secondo la versione accusatoria, aveva cercato di cancellare le tracce del delitto, pulendo casa e lavando il corpo di Ilaria. «Lui era malato di gelosia» aveva detto il procuratore aggiunto Valentina D’Agostino nel corso della requisitoria di primo grado. Una gelosia legata «alla volontà di controllo e supremazia nei confronti della moglie» che, stando all’accusa, veniva picchiata abitualmente. Ma lei non ha mai avuto il coraggio di denunciare o chiedere aiuto. Il 45enne, difeso all’avvocato Domenico Biasco, ha sempre negato di aver ucciso la moglie.

«Quella sera ho picchiato Ilaria, ma non la volevo uccidere. La amavo con tutto il mio cuore» aveva detto in aula davanti ai giudici. Aveva confermato il litigio scoppiato per motivi di gelosia. Poi le botte e la caduta dalla scale della donna. «Ilaria si è alzata – ancora l’imputato – è andata in bagno a sciacquarsi perché perdeva sangue dal naso e si è chiusa nella cameretta delle bimbe». La notte era trascorsa in due stanze separate. La mattina seguente, lui si era alzato per andare al lavoro. Non vedendo le bimbe entrare a scuola, si era allarmato, tornando a casa e sfondando la porta della cameretta. Dentro c’era Ilaria morta. «Ho provato a rianimarla» ha detto sempre lui. La donna era morta da un pezzo, massacrata dalle botte del marito.

Nel percorso giudiziario, mamma e fratello di Ilaria erano parte civile con l’avvocato Enrico Ciafardini, mentre le due bimbe sono state assistite dai legali Arianna Benni e Giulia Marinelli.




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