Società

Ilaria D’Amico ad Atreju per parlare di odio politico e libertà di pensiero: «Gigi Buffon di destra? È stato cultore di tante cose. Giorgia Meloni è rivoluzionaria»

Sia Ilaria D’Amico che il marito Gigi Buffon saranno ad Atreju, il raduno annuale di Fratelli d’Italia: lei interverrà sabato sera sul tema dell’odio politico e della libertà di pensiero; lui, nel pomeriggio, discuterà del ruolo degli oratori nella formazione dei giovani.

La giornalista e conduttrice ha raccontato al Corriere della Sera perché ha accettato l’invito. «Mi sono chiesta: perché non dovrei andare per un preconcetto? Perché non sono un elettore di Fratelli d’Italia? Io che non ho un’appartenenza o una fede politica precisa, perché non avrei dovuto partecipare a un confronto libero di idee? Sarebbe stato assurdo non accettare». E aggiunge che in passato aveva ricevuto un invito anche dalla Festa dell’Unità, a cui non aveva potuto essere presente per un impegno. «Poi certo bisogna capire come si svolge. Se davvero saranno accolte tutte le opinioni o se si finisce tipo indiano accerchiato dai nemici. La prova del nove non è invitare chi non la pensa come te, ma il clima che gli si crea intorno, la reazione del pubblico».

Ripensa anche alla premier Giorgia Meloni ai tempi in cui era ospite del suo programma Exit su La7. Di lei dice: «Funzionava, era tenace». E quando le viene chiesto se la apprezza, spiega: «Mi piace la sua storia. Una donna che si è imposta in un partito prevalentemente di uomini che spesso hanno idee opposte alla parità, legati a un’idea tradizionale. Lei in questo è rivoluzionaria. Naturalmente in tante cose dissento da lei. Ma non mi ritrovo anche con tanti altri massimi rappresentanti dell’emiciclo».

Su Elly Schlein, invece, dice: «È uno degli ingranaggi di una trasformazione non ancora compiuta. Il centrosinistra si sta cercando ma non si è ancora trovato. Lei però ci mette un sacco di passione».

Quanto alle presunte simpatie politiche di Buffon, Ilaria D’Amico chiarisce: «Gigi è stato cultore di tante cose. Sostenitore aperto di Mario Monti quando era premier. In alcuni momenti anche di Renzi. Il suo pensiero di gioventù fu malamente espresso a 18 anni. Piuttosto è un liberale moderato. Anche lui ondivaga alla ricerca di un centro di gravità permanente».

E ricorda la scelta fatta all’inizio della loro relazione: «Quando ci siamo messi insieme abbiamo chiesto ai nostri uffici stampa di non aggiornarci sul gossip. Preferiamo vivere una vita reale. Non siamo ansiosi di uscire sui giornali, non siamo mondani né due che sgomitano per apparire».

Ripensa anche agli anni in cui i fotografi li seguivano costantemente: «Per i primi 8 o 9 di questi 11 anni insieme, erano con noi 12 ore al giorno. All’inizio qualche attrito c’è stato. Specie quando me li ritrovavo fuori dalla scuola di mio figlio. Oggi ci convivo. Però mi fanno ridere certi personaggi che si lamentano dei commenti sui social e poi si fotografano in ogni momento della loro vita».


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