Campania

Il vice avvisò il sindaco di controllare gli uffici alla ricerca di altre cimici


“Nel luglio 2021 mettiamo una microspia nell’ufficio tecnico comunale di Calvi Risorta, ossia nell’ufficio dell’ingegnere Piero Cappello. Entra Cipro e si dirige verso uno scaffale. Dietro questo scaffale, in una presa c’era la microspia. Per noi fu un fatto anomalo perchè si diresse direttamente in direzione dello scaffale. Qualche giorno dopo, dalla cronologia del suo smartphone risalimmo alla ricerca effettuato da Cipro su Amazon di un apparecchio per il rilevamento delle microspie e il relativo acquisto. Qualche giorno dopo si reca di nuovo nell’ufficio di Cappello con questo apparecchio verso lo scaffale e trova la microspia. Lo sentiamo dal bip continuo dell’apparecchio”.

 Sono le dichiarazioni rese da uno dei tre sottufficiali in servizio al nucleo investigativo dei carabinieri del comando provinciale di Caserta rese nel processo a carico dell’ex sindaco di Calvi Risorta Giovanni Rosario Lombardi e di altre dodici persone coinvolte nell’inchiesta della Dda di Napoli su appalti truccati e somme di denaro distratte per eludere le disposizioni antimafia nel municipio caleno.

Le microspie trovate in Comune

Dinanzi alla terza sezione del tribunale di Santa Maria Capua Vetere, presieduta da Luciana Crisci con a latere Valerio Riello e Luca Vitale i militari hanno spiegato che, “dopo il rinvenimento della cimice, abbiamo intercettato una conversazione tra Giuliano Cipro (ex vicesindaco) e l’allora sindaco Giovanni Rosario Lombardi, dove il vice lo avvisava di controllare gli uffici comunali alla ricerca di ulteriori cimici”. 

I carabinieri hanno poi spiegato che dopo il ritrovamento della microspia c’è stato un incontro tra Cappello e Raffaele Pezzella e che “dopo che Cipro e Cappello trovarono la cimice agli inizi del mese di agosto facemmo una perquisizione negli uffici della Cgs. Accertammo dall’ambientale che avevamo installato negli uffici che tutti i dipendenti erano preoccupati che potessimo risalire all’individuazione dei reali titolari della società”. 

Gli appelti pilotati

Riguardo poi gli appalti presso i comuni di Calvi Risorta e Presenzano i militari hanno spiegato che c’erano delle similitudini nella metodologia di aggiudicazione delle gare dove mancavano i verbali di sorteggio e che le società poi aggiudicatrici dei lavori erano le stesse per entrambi comuni riconducibili agli imprenditori Iorio e Pezzella.

Le dichiarazioni dei pentiti

 Hanno poi precisato che “nell’attività di indagine abbiamo riscontrato le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia in particolare di Vincenzo D’Angelo che ci disse di essere stato dipendente della Mc Immobiliare dal 2015 al 2016. Tale società formalmente era amministrata da Loffredo Michele ma gestita di fatto da Domenico Diana detto Mimmo e che fu poi destinataria di un subappalto per conto della Cgs Costruzioni di Iorio e Pezzella”. Riguardo il pentito Francesco Zagaria, alias Ciccio e’ brezza i carabinieri hanno spiegato che “ci fornì indicazioni sugli appalti dul consorzio Asi di cui Cappello era presidente e ci fece trovare un manoscritto incui erano contenute varie voci tra cui quella di Cappello con riferimento di somme di denaro”. 

La paura del prestanome 

In merito alla figura di Carmine Petrillo prestanome di Iorio e Pezzella, i carabinieri hanno spiegato che “era insofferente perchè temeva di ritrovarsi implicato in una vicenda giudiziaria e si confrontava spesso con Giuseppe Napoletano; voleva lasciare la società”. 

Riguardo la Cgs i carabinieri hanno spiegato che da una conversazione intercettata Napoletano disse che Calvi era roba sua così decidemmo di mettere delle microspie sia nel comune di Clavi Risorta chenegli uffici della Cgs dove poi sono emerse una serie di dinamiche oggetto dell’indagine”. Si torna in aula nel mese di maggio per il contro esame dei testi di pg. 

Sono finiti sotto processo l’ex primo cittadino di Calvi Risorta, Giovanni Rosario Lombardi, il vicesindaco Giuliano Cipro; l’ex presidente del Consorzio Asi Pietro Cappello; gli imprenditori Francesco Verazzo, Raffaele Pezzella, Tullio Iorio, Francesco Di Fiore, Gennaro D’Ascenzio, Carlo D’Amore, Carmine Petrillo; per i tecnici e i dipendenti Carlo De Caprio, Giuseppe Napoletano, Massimo Di Stefano.

 Le accuse mosse dai sostituti procuratori della Dda partenopea Graziella Arlomede e Maurizio Giordano, vanno dall’associazione a delinquere finalizzata al trasferimento fraudolento di valori, turbativa d’asta, turbata libertà della scelta del contraente, falso in atto pubblico, false dichiarazioni rese a pubblico ufficiale, riciclaggio, favoreggiamento, intestazione fittizia di società. 

Nel collegio difensivo sono impegnati gli avvocati Giuseppe Stellato, Giuseppe De Angelis, Ferdinando Letizia, Vincenzo Alesci, Claudio Sgambato, Marco Acampora, Caterina Maria Rosaria Ursillo, Federico Conte, Maddalena Napolano per il comune di Calvi Risorta.


Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »