il verde intenso che unisce clorofille, fitochimica e salute
Gli spinaci (Spinacia oleracea L.) sono uno degli ortaggi a foglia verde più studiati e riconosciuti per il loro valore nutrizionale. Originari della Persia, si sono diffusi nel bacino del Mediterraneo e in Europa già in epoca medievale, diventando nel tempo un alimento chiave della dieta equilibrata. Oggi la ricerca scientifica conferma che gli spinaci non sono solo una fonte di vitamine e minerali, ma un vero alimento funzionale, capace di esercitare effetti benefici che vanno oltre la nutrizione di base.
Dal punto di vista nutrizionale, gli spinaci sono costituiti prevalentemente da acqua, con un basso apporto calorico, ma presentano una densità micronutrizionale molto elevata. Forniscono quantità significative di vitamina K, vitamina A, vitamina C, folati, vitamina E e minerali come magnesio, ferro e potassio. La presenza di fibre alimentari contribuisce alla salute intestinale e al controllo metabolico, rendendo gli spinaci adatti anche a regimi ipocalorici e preventivi.
La vera ricchezza degli spinaci risiede però nella loro complessa matrice fitochimica. Essi rappresentano una delle principali fonti vegetali di luteina e zeaxantina, carotenoidi fondamentali per la salute visiva e per la protezione della retina dallo stress ossidativo. Accanto ai carotenoidi, gli spinaci contengono una varietà di polifenoli, tra cui flavonoidi, acidi fenolici e lignani, che contribuiscono alla spiccata attività antiossidante dell’ortaggio.
Un aspetto distintivo degli spinaci è la presenza di bioattivi lipidici e strutture fotosintetiche, come i tilacoidi, che sono stati associati a effetti sulla regolazione dell’appetito, sul metabolismo lipidico e sul controllo glicemico. Studi sperimentali indicano che questi componenti possono modulare l’espressione genica legata all’infiammazione, allo stress ossidativo e al metabolismo energetico, contribuendo a proprietà ipoglicemizzanti e anti-obesità.
Il consumo regolare di spinaci è associato a benefici cardiovascolari e metabolici, grazie alla combinazione sinergica di nitrati naturali, antiossidanti e micronutrienti. I nitrati alimentari, in particolare, favoriscono la produzione di ossido nitrico, con effetti positivi sulla funzione endoteliale e sulla regolazione della pressione arteriosa. Le proprietà antinfiammatorie e antimicrobiche dei composti fenolici rafforzano ulteriormente il ruolo degli spinaci nella prevenzione delle malattie cronico-degenerative.
Anche nel caso degli spinaci, varietà, stagione di coltivazione, metodo agronomico e trattamento post-raccolta influenzano in modo significativo la composizione chimica. Le foglie più scure e coltivate in condizioni favorevoli mostrano concentrazioni più elevate di vitamina C, folati e polifenoli. Le modalità di cottura incidono sul contenuto vitaminico: mentre bolliture prolungate possono ridurre vitamina C e folati, cotture brevi o il consumo a crudo permettono di preservare gran parte dei composti bioattivi.
La ricetta: Polpette di spinaci
Ingredienti
700 g Spinaci freschi
150 g di pane duro in ammollo
100 g Ricotta di pecora
60 g di pecorino romano
2 uova
Sale q.b.
Pepe q.b.
Olio di semi q.b.
Dosi per 4 persone
Per la panatura
Albume, farina e pangrattato q.b.
Procedimento
Lavate bene gli spinaci e lessateli per 3 minuti in acqua salata. Scolate gli spinaci e lasciate raffreddare. Strizzate il pane duro che avete messo in ammollo e trasferitelo in una ciotola capiente. Unite tutti gli ingredienti, uova, ricotta, pecorino, spinaci, sale e pepe. Lavorate bene l’impasto con le mani. Quando sarà omogeneo iniziate a formare le vostre polpette. A questo punto, passate le polpette prima nella farina, poi nell’albume ed infine nel pangrattato. Friggere in abbondante olio di semi e mangiarle calde.
Bibliografia utilizzata
– Pharmacological Research – Natural Products, 2025, 8, 100368. https://doi.org/10.1016/j.prenap.2025.100368
-Food & Function, 2016, 7, 3337–3353. https://doi.org/10.1039/c6fo00051g
-Food Production, Processing and Nutrition, 2024, 6, 10. https://doi.org/10.1186/s43014-023-00192-7
-Critical Reviews in Food Science and Nutrition, 2024, 64(11), 3220–3234. https://doi.org/10.1080/10408398.2022.2131726
♦ Questo articolo fa parte della rubrica “Le tre C della Salute: Cibo, Chimica, Cucina”, un viaggio tra scienza e sapori della cucina mediterranea, a cura del Prof. Stefano Cinti.
Le foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.
Source link




