Il tribunale ha respinto il ricorso sul Ravone presentato dai cittadini

Il tribunale di Bologna ha dichiarato ‘inammissibile’ il ricorso di una ventina di residenti colpiti dall’esondazione del torrente Ravone nel 2024. Si trattava di un ricorso per danni ‘temuti’, ed era compito del tribunale stabilire l’eventuale attribuzione di danni futuri all’amministrazione comunale, alla Regione e alla struttura commissariale.
Di fatto il tribunale di Bologna, con un provvedimento del presidente della prima sezione civile Stefano Giusberti, ha dichiarato il ricorso inammissibile.
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La questione gira attorno alla competenza del tribunale. La pronuncia, come scrive l’Ansa, non ritiene competente sul tema un giudice ordinario, rimandando la decisione al tribunale superiore delle acque pubbliche, speciale organo giudiziario amministrativo.
Questo dopo che nel luglio scorso un giudice del tribunale civile aveva stabilito che gli enti dovessero garantire per i danni eventuali derivanti dal Ravone. Regione e Comune avevano sporto reclamo e il provvedimento era stato revocato. La disputa è finita sul tavolo di un tribunale territoriale per le acque pubbliche di Firenze, che a propria volta si è detto non competente sul tema.
Di fatto è la stessa cosa che è successa al tribunale bolognese, anche se oggi il presidente Giusberti scrive, nella pronuncia, che gli enti pubblici sono già intervenuti con una serie di provvedimenti sul bacino del Ravone e la sua sicurezza idrogeologica.
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