Il Trentino-Alto Adige punta ad annettere Cortina e toglierla al Veneto. Come potrebbero cambiare i libri di geografia

Un doppio disegno di legge presentato in Senato riapre una questione mai del tutto sopita: quella dell’appartenenza territoriale. A proporlo è Meinhard Durnwalder, senatore della Südtiroler Volkspartei, formazione politica che in Trentino-Alto Adige rappresenta le istanze delle minoranze linguistiche tedesca e ladina. L’obiettivo è spostare alcuni comuni oggi sotto l’amministrazione del Veneto e della Lombardia nell’orbita dell’autonomia speciale altoatesina.
L’ipotesi di passaggio di regione
Il progetto legislativo individua tre territori: Valvestino e Magasa in provincia di Brescia, e Pedemonte, con la frazione di Casotto, nel Vicentino. Il passaggio alla Regione autonoma del Trentino-Alto Adige, secondo Durnwalder, risponderebbe a esigenze espresse localmente. Il senatore sostiene che la proposta non nasca da iniziative di partito, ma da richieste provenienti direttamente dalle comunità coinvolte. A supporto, cita il caso di Pedemonte, dove nel 2008 un referendum locale aveva visto una larga maggioranza favorevole all’aggregazione alla Provincia autonoma di Trento.
Radici culturali e logiche amministrative
Alla base della proposta non ci sarebbero soltanto criteri geografici o logistici. Secondo Durnwalder, a motivare la richiesta vi sarebbe anche una considerazione storica: l’inserimento forzato di alcuni comuni nella Lombardia fascista del 1929. Ma c’è di più. Al centro c’è la questione dell’identità ladina, che secondo il senatore troverebbe una tutela più efficace all’interno dell’autonomia altoatesina, dove la presenza istituzionale e la protezione linguistica sono consolidate e strutturate. Il discorso, neanche troppo implicito, si allarga, almeno secondo alcune fonti, fino a lambire Cortina d’Ampezzo, da sempre crocevia di appartenenze culturali e simbolo delle Dolomiti.
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