il tredicenne denuncia 4 coetanei

SENIGALLIA – Ha fatto i nomi di quattro suoi compagni di classe il 13enne rimasto ferito sabato pomeriggio a Marzocca, accusandoli di averlo aggredito. Il ragazzino, accompagnato dalla madre, si è recato nella caserma dei carabinieri per denunciare l’accaduto. A seguito dei fatti, avvenuti nella piazzetta di via Campo Sportivo, era stato soccorso da un’ambulanza del 118 e trasportato al pronto soccorso con un trauma cranico e una ferita al sopracciglio.
Gli accertamenti
Saranno ora le indagini in corso, condotte dai militari dell’Arma, a stabilire la veridicità dei fatti e a chiarire chi abbia materialmente provocato le lesioni riportate dal tredicenne.
La ricostruzione fornita dal ragazzo descrive un’aggressione subita dai quattro compagni indicati, pur essendone presenti anche altri in quel momento.
Una versione che viene tuttavia completamente sconfessata dai genitori dei ragazzi accusati, i quali sostengono che i figli siano intervenuti soltanto per difendersi da un atteggiamento provocatorio e pericoloso. «È arrivato in bicicletta, girando attorno ai ragazzini seduti sulle panchine, andandogli addosso con la bici mentre mangiavano il gelato – raccontano -, ha iniziato a dare schiaffetti sulla testa a uno di loro, i nostri figli hanno cercato solo di allontanarlo, inizialmente. Poi ha tirato fuori il catenaccio del lucchetto della bici, sbattendolo sulle braccia di uno di loro e ha dato un calcio a un altro, che lo ha spintonato via.
E’ caduto e uno gli ha dato un calcio nel sedere. Si è rialzato e ha iniziato ad inseguire quest’ultimo, ma senza riuscire a prenderlo. A questo punto è tornato dall’altro, gli ha dato un pugno sul collo – che ha provocato dei segni – questo ha risposto dandogliene uno nella pancia e lo ha spinto via per poi andarsene, perché immaginava che lo scontro avrebbe avuto un seguito». Questa la sequenza descritta dai genitori dei quattro ragazzi, che riferiscono di essere molto preoccupati per la situazione e, pur avendo detto ai propri figli di non cedere alle provocazioni ma di rivolgersi a un adulto o, se serve, di chiamare i carabinieri, purtroppo sabato la situazione è degenerata.
«Ci dispiace che si sia fatto male, come ci dispiace per i nostri figli – aggiungono – si conoscono da una vita, hanno fatto le elementari e le medie insieme, sono cresciuti insieme e mai l’hanno isolato». Insomma, una situazione davvero delicata che le famiglie dei quattro minori denunciati non vogliono alimentare, ma chiedono di esporre anche la versione degli altri ragazzi. Utile, a loro avviso, a chiarire la dinamica completa dei fatti.




