Il terzo anno più caldo del secolo e piogge sopra la media
Con la conclusione di un mese di dicembre caldo e decisamente piovoso, si archivia l’annata climatologica del 2025 e si fanno le prime considerazioni su quelle che sono state le temperature e le precipitazioni del vecchio anno in Romagna. A fare il punto della situazione è il meteorologo e presidente dell’Ampro (Associazione meteo professionisti) Pierluigi Randi.
Partendo dal mese di dicembre 2025, questo “ha chiuso come il secondo più mite degli ultimi 100 anni con un’anomalia di temperatura media di ben +3,2°C dietro al solo dicembre 2023 quando l’anomalia fu di +3,5°C (vs. 1981-2010)”, spiega l’esperto. “L’ultimo mese di dicembre che possa essere definito freddo è ormai lontano, datato 2012 (13 anni fa), mentre il più freddo in assoluto della stessa serie storica fu quello glaciale del 1940 (anomalia termica di -6,3°C). Ecco, se trasportassimo quel dicembre all’epoca attuale (ultimi 30 anni) l’anomalia si porterebbe verso i -10°C”.
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Non solo particolarmente mite, l’ultimo dicembre “è stato anche piuttosto piovoso (+44,5% delle precipitazioni rispetto alla stessa media trentennale) ma con i fenomeni concentrati praticamente in soli due giorni (24-25)”, quando si è verificata un’intensa ondata di maltempo in gran parte della Romagna. Un aspetto “certamente non tipico di dicembre – prosegue Randi – e con il valore climatologico mensile che in qualche caso è stato triplicato (rilievi appenninici del ravennate-forlivese)”.

Parlando complessivamente del 2025, questo è stato un anno “molto caldo, anche se non il più caldo in assoluto, distante mezzo grado dal 2024 che rimane al primo posto negli ultimi 100 anni (+2,3°C). Il 2025 chiude terzo, poiché è preceduto anche dal 2023 (+2,1°C), e nel 2025 siamo tornati sotto un’anomalia di -2°C che sarebbe tosta anche su base mensile, figuriamoci su quella annua”. Purtroppo non è l’unica brutta notizia dal punto di vista climatico: con il 2025 “sono 4 anni consecutivi nei quali viene oltrepassata la soglia di 1,5°C di anomalia termica positiva, mentre fino al 2021 (compreso) essa non era mai stata raggiunta”, spiega il tecnico meteorologo.
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L’esperto sottolinea anche “come gli ultimi 3 anni siano i più caldi dell’intera serie storica”. Insomma, per ritrovare un anno un po’ fresco, con anomalia inferiore alla media si deve tornare al 2010 (-0,4°C di anomalia termica). “Il 2025 è stato un anno anche piuttosto piovoso, sebbene non ai livelli del 2024 quando si ebbe un terzo di pioggia in più rispetto alla norma, con un 10% circa di surplus pluviometrico. Si tratta del secondo anno consecutivo con precipitazioni superiori alle medie di riferimento, ma non dimentichiamo che nei 4 anni precedenti (2020-2021-2022-2023) avemmo un segno meno, pesante tra 2020 e 2022 con un evento ragguardevole di siccità”, conclude Randi.

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