il Teatro delle Arti cambia volto
La storia di via Sicilia 57 è quella di un lungo silenzio durato oltre trent’anni. Chiuso all’inizio degli anni ’90, l’edificio che ospitava il celebre Teatro delle Arti — di proprietà della Cassa Ragionieri — ha visto sfumare decine di progetti di riapertura tra il 2005 e il 2015.
Oggi, grazie all’acquisizione da parte del fondo “Rome Hotel Development Fund” gestito da Castello Sgr, il destino dell’immobile è segnato: accoglierà i turisti “alto spendenti” che stanno trainando i record della tassa di soggiorno (oltre 300 milioni nel 2025).
Un restauro nel segno del Razionalismo
L’edificio è un gioiello dell’architettura razionalista e la nuova proprietà, guidata da Gemini Grupè come investitore principale, punta su una riqualificazione conservativa che non cancelli il passato:
Il ruolo del teatro: Non verrà smantellato, ma riqualificato per diventare il cuore pulsante del progetto, offrendo un’esperienza culturale unica agli ospiti dell’hotel.
Design contemporaneo: L’obiettivo è coniugare l’impronta storica dell’immobile con standard internazionali di altissima gamma.
Un nuovo protagonista per Roma
L’indiscrezione più interessante riguarda la gestione. Castello Sgr ha lasciato intendere che a operare la struttura potrebbe essere un brand internazionale del lusso non ancora presente a Roma. Una scelta che conferma l’attrattività della Capitale, capace di richiamare investitori da tutto il mondo dopo il successo del Giubileo 2025.
“Roma è per noi una piazza prioritaria” — ha dichiarato Domenico Giusti di Castello Sgr — “una destinazione unica che sta vivendo un profondo rinnovamento dell’offerta alberghiera. Questo progetto è distintivo perché trasforma un asset iconico in una destinazione esperienziale”.
La “Gold Coast” di Via Veneto
L’operazione di via Sicilia si inserisce nel più ampio rilancio dell’asse via Veneto-Piazza Barberini, che negli ultimi mesi ha visto l’apertura di diverse catene internazionali (da Rosewood a Nobu).
La trasformazione del Teatro delle Arti promette di riportare vita e prestigio in una via che per troppo tempo è rimasta all’ombra dei grandi fasti della “Dolce Vita”.
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