il sindaco Di Lizio chiede chiarimenti

Prosegue la polemica sulla gestione dei fondi e sulla governance della ricostruzione legata al dissesto idrogeologico nell’area Chieti-Bucchianico. A sollevarla è il sindaco Renzo Di Lizio, che contesta l’esclusione del proprio Comune dalla cabina di regia istituita per coordinare gli interventi.
Il primo cittadino definisce “incomprensibile e grave” la decisione di non includere Bucchianico nell’organismo che dovrà seguire le attività di ricostruzione e messa in sicurezza del territorio. Di Lizio ha quindi chiesto la sospensione della costituzione della cabina di coordinamento e una revisione delle modalità con cui sono state effettuate le nomine.
Il sindaco sottolinea come Bucchianico sia direttamente interessata dalle criticità legate al dissesto e ricorda che il Comune ha sottoscritto con Chieti uno specifico accordo di programma per affrontare in modo coordinato l’emergenza idrogeologica. Proprio per questo, secondo Di Lizio, la mancata rappresentanza del territorio nell’organismo decisionale rischia di penalizzare le comunità coinvolte.
Nel mirino anche la scelta di individuare come rappresentante dei Comuni il sindaco di Casoli, Massimo Tiberini. Una decisione che, sempre secondo il primo cittadino di Bucchianico, non terrebbe conto del principio di rappresentanza diretta dei territori interessati dalle problematiche del dissesto. “Quando si affrontano temi così delicati, legati alla sicurezza e alla tutela delle comunità locali, devono prevalere criteri di competenza territoriale e collaborazione istituzionale”, evidenzia.
La questione si inserisce nel più ampio dibattito sulla gestione dei fondi e sugli interventi programmati per fronteggiare il fenomeno del dissesto idrogeologico, che negli ultimi anni ha comportato sopralluoghi tecnici, limitazioni e interventi strutturali nell’area interessata.
Di Lizio ha infine annunciato di aver scritto ai soggetti istituzionali coinvolti chiedendo un ripensamento sulla composizione della cabina di regia, con l’obiettivo di garantire una partecipazione più ampia e coerente con le esigenze dei territori direttamente colpiti.
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