Toscana

il sindaco contro i licenziamenti


“Il Comune non starà a guardare”. A dirlo è il sindaco di Civitella in Valdichiana, Andrea Tavarnesi, che attraverso una nota stampa interviene circa la situazione vissuta dai dipendenti dell’azienda Amon spa di Badia al Pino, che in queste ultime ore avrebbero ricevuto la comunicazione di avvio delle procedure per i licenziamenti colletti. 

“Apprendiamo con sdegno e profonda preoccupazione la notizia dell’avvio della procedura di licenziamento collettivo alla Amom S.p.A. di Badia al Pino, azienda del nostro territorio in cui lavorano circa 70 persone – scrive il primo cittadino – A nome dell’amministrazione comunale e dell’intera comunità di Civitella in Val di Chiana esprimo la mia più totale vicinanza a tutte le lavoratrici e a tutti i lavoratori e alle loro famiglie, che oggi si trovano davanti a una situazione drammatica: una decisione del genere significa gettare decine di famiglie nell’incubo, con conseguenze pesantissime su stipendi, mutui, figli e futuro. Non si può giocare con il lavoro delle persone né trattare un territorio come se fosse una casella da cancellare con un clic. 

È inaccettabile che alcune aziende multinazionali decidano da un giorno all’altro di chiudere e tagliare posti di lavoro, con modalità inqualificabili, scaricando sui lavoratori e sulla comunità locale il prezzo di scelte industriali e finanziarie prese altrove. Qui non ci sono “numeri”: ci sono persone, competenze, professionalità e una storia produttiva che meritano rispetto. C’è inoltre un fatto gravissimo che non può essere taciuto: nel tavolo tecnico regionale, nel mese di dicembre, l’azienda – per quanto emerso in quella sede – ha rifiutato ogni ipotesi di supporto e qualsiasi percorso di aiuto che avrebbe potuto contribuire a salvaguardare occupazione e continuità produttiva. Una chiusura irresponsabile, che rende ancora più intollerabile arrivare oggi a una procedura di licenziamento collettivo. Chiediamo con forza che l’azienda ritiri o sospenda immediatamente questa procedura e si presenti a un confronto vero e trasparente con Regione Toscana, organizzazioni sindacali e istituzioni locali. Il Comune di Civitella in Val di Chiana non starà a guardare: saremo presenti in ogni sede utile, sosterremo ogni iniziativa a tutela dei lavoratori e chiederemo che vengano messe in campo tutte le azioni possibili per evitare questa ferita sociale ed economica. Qui non parliamo di “scelte aziendali”: parliamo di vite. Chi opera sul nostro territorio deve assumersi responsabilità sociali, non scaricare tutto sui lavoratori. La priorità è una sola: proteggere occupazione, famiglie e futuro”.

La cessione e i primi scricchiolii

Nel 2021 la Amom, creata dalla famiglia Veneri, impegnata prima negli accessori e poi nella bigiotteria, fu ceduta alla Riri, un grande gruppo svizzero che si occupa di accessori metallici per la moda. Un gruppo che fa parte, a sua volta, di Oerlikon S.p.A., una holding anch’essa con sede in Svizzera. Una serie di scatole dentro le quali la Amom sembra sopravvivere a fatica. 

“Nel 2024 ci furono i primi periodi di cassa integrazione – spiegò Gianni Rialti, dirigente della Fiom Cgil ad inizio dicembre Poi, nel maggio 2025, ecco il ricorso ai contratti di solidarietà che sono serviti a mantenere un’occupazione comunque in calo e che si è attestata a 70 unità. Lavoratori che hanno perduto e continuano a perdere quote di salario tanto che la tredicesima mensilità sarà estremamente esigua”.


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