Liguria

Il Siap propone i “patti per la sicurezza” a Genova, il 25 febbraio incontro in prefettura


Genova. Il Siap – Sindacato italiano appartenenti polizia di Genova – annuncia l’imminente presentazione di una proposta dettagliata per l’introduzione dei patti per la sicurezza nella città di Genova, collegata alla petizione lanciata su Change.org a sostegno di questa iniziativa. La proposta si fonda sul Decreto-Legge 20 febbraio 2017 n. 14 (Decreto Minniti) e successive modificazioni, e mira a garantire interventi di sicurezza urbana strutturati, coordinati e partecipati.

Il prossimo 25 febbraio, presso la Prefettura di Genova, si terrà un incontro straordinario per discutere le criticità di sicurezza nel centro storico, rispondendo all’ennesimo grido d’allarme dei residenti, delle associazioni territoriali e dei commercianti. Tuttavia, come sottolinea il Siap, interventi limitati a singole zone non possono risolvere i problemi diffusi, né prevenire fenomeni di criminalità o degrado in altre aree della città.

Ogni quartiere e ogni zona di Genova che presenta criticità in materia di sicurezza – spiega il segretario provinciale del Siap Roberto Traverso – deve essere affrontata in modo omogeneo e bilanciato. Occorre un quadro complessivo che coordini le forze dell’ordine, la polizia locale, i servizi sociali, il mondo dell’associazionismo, le organizzazioni sindacali e le categorie produttive, assicurando che le strategie di prevenzione e contrasto siano efficaci su tutto il territorio».

Si precisa inoltre, con correttezza e trasparenza, che le notizie diffuse riguardo l’arrivo di 60 nuove unità nel centro storico non corrispondono alla realtà. Tali numeri derivano da una interpretazione non corretta dei dati relativi ai piani di rafforzamento generali del dipartimento della Pubblica sicurezza sull’intera provincia di Genova, senza considerare uscite dovute a pensionamenti e trasferimenti in altre sedi. In pratica, il rafforzamento effettivo destinato al centro storico si limita a poche unità aggiuntive nei commissariati locali, pertanto le notizie diffuse non rispecchiano la situazione reale sul territorio.




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