Umbria

“Il segreto di Montegrande. La scoperta che ha riscritto la storia del cacao”






Si è tenuto al LAB – Luisa Annibale Base, a Perugia, il convegno internazionale “Il segreto di Montegrande. La scoperta che ha riscritto la storia del cacao”. Promosso dalla Città del Cioccolato, con il supporto del dipartimento di Lettere – Lingue, Letterature e Civiltà Antiche e Moderne dell’Università Studi di Perugia e dell’Università IULM di Milano, l’evento ha visto tra i relatori l’archeologo peruviano Quirino Olivera Núñez, dottore di ricerca in Storia dell’arte e gestione culturale nel mondo ispanico e fondatore, nel 2019, dell’Associazione per la ricerca Scientifica nell’Amazzonia Peruviana (ASICAMPE). Presente, in rappresentanza dell’Ambasciatore del Perù in Italia Manuel Cacho-Sousa, il Console Onorario del Perù a Perugia Damiano Marinelli.

Nel bacino del fiume Marañón, in Perù, il sito archeologico di Montegrande – caratterizzato da un’antica struttura in pietra, a forma di spirale – custodisce infatti un segreto rimasto nascosto per millenni. Nel quadro di queste ricerche, Olivera e il suo team hanno documentato le più antiche evidenze finora conosciute sull’uso rituale e sulla prima domesticazione del cacao, inclusi manufatti e sculture in pietra raffiguranti semi e frutti, dimostrandone scientificamente un’antichità di 6.000 anni contro i 5.300 circa precedentemente rilevati. I risultati, supportati da analisi archeologiche, archeobotaniche e genetiche – pubblicati in importanti riviste scientifiche internazionali tra cui Scientific Reports – hanno messo in discussione i modelli classici che collocavano l’origine del cacao esclusivamente in Mesoamerica e attribuiscono all’Amazzonia un ruolo primario.

Nel prestigioso panel di relatori, Antonio Aimi – già professore di civiltà precolombiane presso l’Università di Milano e collaboratore scientifico del MUSEC di Lugano – ha presentato i progetti di ricerca e le mostre da lui curati sull’antico Perù. Americanista specializzato in culture precolombiane, con un approccio interdisciplinare che integra antropologia, archeologia, storia ed estetica, Aimi è autore di articoli e libri su Mesoamerica e Perù antico e ha curato, tra gli altri, volumi collettivi come Sipán: Il Tesoro delle Tombe Reali e Lambayeque: Nuovi Orizzonti nell’Archeologia Peruviana.

A seguire Massimo De Giuseppe, storico e preside della facoltà di Arti, Moda e Turismo dell’Università IULM – dove dirige anche il centro di ricerca in Cultura e scienza della sostenibilità – ha parlato del cacao nella cultura delle popolazioni indigene centroamericane. Ka-ka-w(a) è un antico termine maya chol che indica un seme particolarmente prezioso nel mondo mesoamericano, dal valore non solo alimentare ma anche curativo, religioso ed economico, tanto da diventare moneta di scambio e tributo. La relazione di De Giuseppe ha voluto dunque aprire alcune riflessioni sulle capacità di resilienza culturale del cacao nelle culture centroamericane. Un viaggio nel tempo, tra storia, religione e antropologia, lungo tracce antiche nei villaggi maya chol, chontal, kech’ci, tra il Golfo del Messico e il Pacifico.

In conclusione, Andrea Polcaro, professore associato di Archeologia e storia dell’arte del vicino Oriente antico presso l’Università degli Studi di Perugia, ha illustrato la storia dei dolcificanti – dai datteri e miele fino all’arrivo dello zucchero – dimostrando l’importante ruolo del cioccolato e di altre bevande giunte a noi in epoche più tarde – come il caffè e il tè – nel far prevalere lo zucchero su tutti gli altri additivi dolci fino a quel momento diffusi nelle culture mediterranee.

“La Città del Cioccolato – ha affermato nel suo saluto introduttivo Barbara Mencaroni, Vice Presidente di Destinazione Cioccolato S.r.l. SB – conferma così il suo ruolo di contenitore culturale in cui la ricerca scientifica continua a essere protagonista. Parallelamente al percorso museale, che già prevede un’importante area dedicata alle più recenti scoperte scientifiche sulla storia del cacao, queste occasioni di approfondimento ci consentono infatti di andare oltre una narrazione puramente golosa, favorendo la diffusione di conoscenze scientifiche e dati sempre aggiornati, arricchiti da approfondimenti e curiosità”. “Tutto ciò – ha aggiunto Mencaroni – è possibile grazie all’interazione con alcuni tra i principali studiosi impegnati nella ricostruzione delle origini del cacao, che continuano ad arricchire la nostra rete di contatti scientifici internazionali”.

























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